Resteremo tutti in mutande (ovvero: della “Finanziaria Prodi”)
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Resteremo tutti in mutande, sì! Ma non come questi gagliardi calciatori immortalati per una campagna pubblicitaria di un’importante griffe ma come meri disperati la cui dignità è garantita solo da un sospensorio. Dopo alcune settimane di bagarre sull’entità della manovra, nella notte, dopo tante ore di discussioni e litigi, l’Esecutivo Prodi II ha varato la sua prima Finanziaria, per 33,4 miliardi di euro. Le intenzioni del Governo erano chiare, ed erano già state compiutamente indicate nel programma elettorale per le Politiche: colpire i ricchi. Lo aveva rammentato anche un partito dell’attuale “maggioranza” che, con riferimento proprio alla legge Finanziaria, aveva avvertito: «Anche i ricchi piangano» (ne ha parlato anche Daw qui).
Vediamo un po’…
La manovra individua nella soglia di 70mila euro lordi annui il reddito oltre il quale si applica l’aliquota del 43%, la più alta. Certo: non saranno tantissimi i possessori di redditi di questo livello, ma non sono certo solo ricchi imprenditori. Anche alcuni operai specializzati ed alcuni dipendenti pubblici con una onesta anzianità di servizio iniziano a “piangere”, per tornare alla graziosa immagine proposta da Rifondazione. Per i lavoratori dipendenti non ci sarà molto da fare, ma non stracciamoci le vesti se assisteremo ad imprenditori che, invece di reinvestire i propri capitali in Italia, li trasferiranno nelle Isole Cayman, o in Lussemburgo.
Nel provvedimento trova anche spazio l’aumento al 20% della tassazione sulle rendite finanziarie, Bot compresi. Già: i Bot, strumenti finanziari assai in voga tra i “ricchi”. Reintrodotta anche la tassa sulle donazioni: chi regala un immobile ad un parente regalerà all’Erario il 2% del valore del bene; chi lo regalerà ad un conoscente, pagherà il doppio. Già vedo i “ricchi” che piangono… E anche l’autorizzazione per i Comuni ad introdurre un’addizionale Ici dello 0,5‰ sulla prima abitazione nonché quella concessa a Comuni e Province ad introdurre un’addizionale Irpef fino allo 0,8% sarà oggetto di preoccupazione solo per i “ricchi”.
A partire dal 10 gennaio 2007, saranno imposti ticket sulle visite specialistiche (10 euro sulla ricetta), sul pronto soccorso da «codice bianco» (23 euro di quota fissa) e da «codice verde» (41 euro). Tutte misure che stanno già azzerando la salivazione dei “ricchi”. Per non parlare dell’aumento del 10% del costo delle sigarette e del bollo auto.
Da ultimo (anche se non ha nulla a che fare col reddito, è comunque interessante), la Finanziaria ha imposto il divieto (temporaneo sì, ma non sia quando scadrà!) di istituire nuove facoltà e nuovi corsi di studio nelle Università e, contestualmente, ha istituito una “Agenzia per lo sviluppo dell’attività scolastica“, con sede a Firenze. E mi vengono in mente considerazioni già fatte circa i cosiddetti “Enti inutili”…
Gli antifascisti possono viaggiare gratis sugli autobus marchigiani. Questo è quanto deciso dalla Giunta regionale. Mentre turbe di ottuagenari con fazzoletto rosso al collo e mitra in spalla, in attesa del tram per la Majella o della corsa rapida per la Linea Gotica esultavano per il provvedimento dell’Amministrazione regionale, si levavano anche polemiche, direi non certo peregrine.
Il problema dell’affermazione disconnessa non è solo di Prodi (e qui se ne è già parlato
Programma dell’Unione per le Elezioni Politiche 2006, pag. 91: “Sulla base dello spirito originario della legge 185/90 (commercio delle armi), l’Unione si impegna a che vi siano trasparenza e un più cogente rispetto delle disposizioni che impediscono il commercio di armi in Paesi che violano i diritti umani o che siano collocati in aree di conflitto, nonché a sostenere l’adozione in ambito ONU di un trattato internazionale sul commercio delle armi”.





