Di Deaglio e della caccia alle streghe

Inserito in: Politica

Uccidete la democrazia è il titolo di un “film”, della durata di 92′, di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio. In esso - è garantito - “si vedrà come il risultato elettorale sia stato manipolato con il crollo delle schede bianche e nulle. I dati, i retroscena, i complotti e il peso che avranno sul futuro, ricostruiti con precisione, fin dentro i meccanismi del sistema di spoglio, raccolta ed elaborazione dei voti”.

Ecco… Io non ho visto il dvd (e non credo lo farò nell’immediato futuro) ma la prima cosa che ho pensato quando ne ho sentito parlare è che la tesi sostenuta dal video si scontri contro un dato incontrovertibile. Cremagnani e Deaglio, infatti, sostengono che una manipolazione del software elettorale in uso presso il Viminale abbia permesso la trasformazione di alcune schede bianche in voti per Forza Italia. Non capisco - e questa è la mia più profonda obiezione - come tale tesi possa sposarsi con il fatto (che è oggettivo, ed incontrovertibile, a meno che non si voglia postulare che la Corte di Cassazione abbia violato la legge) che i dati ufficiali delle prassi elettorali italiane, proclamati proprio dai giudici di Piazza Cavour, sono calcolati non sulla base di informazioni trasmesse attraverso strumenti elettronici ma esclusivamente sulla scorta dei verbali (cartacei) redatti dalle Commissioni elettorali. E’ noto, infatti, che tale proclamazione è effettuata non prima di una setimana dalla chiusura dei seggi.

Nell’attesa che la Magistratura romana faccia chiarezza sulla vicenda, invito a leggere due interessantissimi post scritti a riguardo da Harry: il primo è qui, il secondo qui.

Chi ha avuto la fortuna di incontrare l’amore…

Inserito in: Ipse dixit

“Chi ha avuto la fortuna di incontrare l’amore, faccia di tutto per mantenerlo vivo, perché l’amore non invecchia. E chi non l’ha incontrato, apra il cuore alla speranza, poiché la vita è sempre una speranza d’amore” (Nicola Abbagnano)

La serietà al Governo: ‘Più droghe per tutti’

Inserito in: Annotazioni, Politica

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”: così recita l’articolo 32 della nostra Costituzione. E proprio di salute si occupa (o dovremmo dire: “si dovrebbe occupare”?) il Ministro (in quota Ds) Livia Turco. E chissà quanto lavoro avrà il Ministro in questo periodo: c’è una Finanziaria da varare (e sappiamo tutti che il cammino del provvedimento non è affatto agevole…), c’è un sistema (quello della Sanità pubblica) che ha così tanti “punti deboli” (ci sono donne dimesse dall’ospedale per ben tre volte che passano a miglior vita; ci sono case di riposo convenzionate con il Sistema sanitario nazionale dove gli inquirenti indagano per maltrattamento, lesioni personali, sequestro di persona, abbandono di incapaci non autosufficienti, corruzione e truffa; liste d’attesa che farebbero perdere la pazienza anche a Matusalemme; … e l’elenco potrebbe continuare ancora per molto).

Tuttavia, il Ministro Turco ha trovato il tempo per pensare alle droghe. E segnatamente alle “droghe leggere”. Sì, perché 20 spinelli a persona sono troppo pochi: “Averne in tasca qualcuno in più può comunque integrare il consumo personale”, avrà pensato… E poiché, se si fa trenta tanto vale fare trentuno, il Ministro ha voluto strafare, giocando al rilancio: ha licenziato, infatti un decretino ministeriale (per “decretino” s’intenda un “piccolo decreto”, per carità!) con il quale, di concerto con qualche collega di Governo, ha stabilito un incremento della quantità di “droga leggera” detenibile senza che si configuri un illecito penale dai 500mg previsti dalla legge Fini-Giovanardi a 1.000mg (o 1gr, se si preferisce), pari ad una quarantina di “canne”. Veramente una bella intuizione, Ministro. Tanto di cappello.

Chi scrive è d’accordo con tutti i seguenti commenti:

  • “Il raddoppio è diseducativo ed azzardato” (Carlo Giovanardi, Udc)
  • “La Turco non vuole far andare in carcere i giovani che fumano gli spinelli e li autorizza a mettere int asca un po’ di cannabis in più” (Enrico Montani, Lega Nord)
  • “E’ l’anticamera del tentativo di legalizzare le droghe” (Maurizio Gasparri, An)
  • “Con tutti i problemi che ha la sanità il ministro Turco accontenta i radicali e lascia le famiglie sole” (Luisa Santolini, Udc)
  • “Non si risolvono così i problemi della droga. Si fa solo confusione ed aumentiamo i caprici della gente. Il governo ha fatto tante parole, aveva promesso di metterci intorno ad un tavolo ed invece…” (don Antonio Mazzi).

Chi non ha memoria non ha futuro

Inserito in: Annotazioni, Politica
Nassiriya, 12 novembre 2003 - 12 novembre 2006
Un pensiero per Domenico, Giovanni, Giuseppe, Alfio, Silvio, Enzo, Massimiliano, Alfonso, Filippo, Daniele, Ivan, Andrea, Emanuele, Alessandro, Orazio, Massimo, Marco, Stefano e Pietro. Un fiore sulle loro tombe. Un abbraccio alle loro famiglie.

Radicali malumori

Inserito in: Politica

In casa radicale c’è evidentemente qualcosa che non va: il partito sta vivendo, nonostante la recente elezione della nuova dirigenza, una fase difficile. Riprova ne è anche la sconcertante vicenda del video, realizzato da Daw, e denominato “Casa Pannella“, graziosissima satira della riunione della Direzione nazionale di Radicali Italiani del 26 ottobre scorso.
Daw è noto per essere autore (anche) di videopost (tanto irriverenti quanto divertenti) ed è stato costretto da Radio radicale a rimuovere “Casa Pannella”. Chiamatela censura oppure intimadazione, poco cambia alla sostanza dei fatti.
Anche se oggi il partito e Radio radicale stanno cercando (senza risultare particolarmente convincenti, invero) di spostare l’attenzione verso un mero problema di licenza, lascia veramente esterefatti che la parte attrice in una vicenda del genere sia costituita da quanti hanno fatto della libertà di espressione uno (storico) cavallo di battaglia. Che tristezza. La rosa sta decisamente sfiorendo (o forse è già sfiorita…).

Un altro cavallo vittima dell’inciviltà (aggiornamento)

Inserito in: Annotazioni, Diritti animali

Qualche settimana fa avevo scritto un post a riguardo della morte di un cavallo impegnato nel “Palio di Belpasso”, organizzato nel catanese. L’intervento aveva suscitato anche un duro commento da parte di Luca.

Torno sull’argomento perché gli esami ematici compiuti dall’Unione Nazionale per l’incremento delle razze equine di Milano hanno accertato che il cavallo morto era stato dopato (con cafeina, teofillina e fenilbutazone-ossifenilbutazone). Dunque la sua morte non è stato il frutto di un mero incidente ma la conseguenza di una pratica delinquenziale ancora tristemente “in voga”.

Il propietario dell’animale è stato deferito all’Autorità giudiziaria dai Carabinieri della Compagnia di Paternò. Ma è necessario verificare le responsabilità degli organizzatori della manifestazione e del personale veterinario che avrebbe dovuto eseguire i necessari controlli. Ed è auspicabile che il Sindaco di Belpasso, l’ing. Alfio Papale, si dimetta e smetta di definire il palio come evento culturale, di tradizione e di pubblico divertimento. Le sue parole richiamano perversione, crudeltà e compiacenza con la criminalità organizzata.

Caro Prodi, corri!

Inserito in: Diritti animali, Politica

E’ questo lo slogan scelto da una delle associazioni animaliste italiane per questo fine settimana dedicato a sensibilizzare l’opinione pubblica sugli impegni assunti dall’attuale maggioranza di sinistracentro nei confronti del benessere animale.

Il riferimento è alle pagine 152 e 153 del programma dell’Unione, che per comodità dei tre lettori di questo blog sono disponibili anche qui. Chi si prenderà la briga di leggerle si accorgerà di come a nessuno degli obiettivi indicati nel documento il Governo abbia ancora messo mano. Dico: nessuno. Al contrario: taluni interventi legislativi si sono mossi in direzione diametralmente opposta a quanto pomposamente dichiarato in campagna elettorale. Interventi che talvolta non hanno prodotto nefasti effetti solo grazie all’intervento di chi si adopera attivamente per l’animalismo in Italia.

Con l’occasione mi domando: quante delle innumerevoli proposte contenute nelle 281 pagine del programma elettorale del sinistracentro sono diventate realtà? E a quante si è messo mano?

Troppi spioni? No: troppo pochi!

Inserito in: Politica

So di non essere tempestivo, ma vorrei tornare sulla vicenda degli occhi indiscreti puntati sulle dichiarazioni fiscali di Prodi, che hanno suscitato (giustamente) scandalo, vergogna, indignazione.

Anzitutto, abbiamo scoperto che non solo Prodi era stato “spiato”: il Professore era in compagnia di altri 30 personaggi (del mondo della politica, della finanza, dello sport, …). Quest’aspetto non ha avuto grande eco, probabilmente perché contrastante con l’Augusta Causa.

Poi… poi - ancora in preda (giustamente) allo scandalo, alla vergogna e all’indignazione, andiamo a leggere la circolare applicativa della Visco-Bersani contro l’evasione fiscale, e ivi scopriamo che la Pubblica Amministrazione avrà facoltà di chiedere a banche, a Poste Italiane, a tutti gli intermediari finanziari e a quelli creditizi informazioni, dati e documenti su qualsiasi contribuente. Preciso: su qualsiasi contribuente. Alla faccia del segreto bancario, o di quello che residuava di questo principio. Non si dica che la norma ministeriale fa richiamo al “diritto di riserbo”, anzitutto perché tale “diritto” ha una connotazione anomala e indefinita; poi perché tale “diritto” non potrà essere d’ostacolo ad alcun controllo. Inutile dire che tale potere di controllo sarà delegato, dal Ministero, ai suoi valorosi funzionari: numerosissimi, ulteriori potenziali spioni. Strano che la cosa non abbia suscitato né scandalo, né vergogna, né indignazione.

Mi vengono in mente le recenti parole di Bondi: “Prodi è la vergogna d’Italia: può rimanere a Palazzo Chigi ma solo nella generale disistima degli italiani“. Il Coordinatore di FI si riferiva a ben altre vicende, ma credo che sulla disistima verso Prodi e i suoi non sussista più alcun dubbio.

Arieccomi

Inserito in: Annotazioni

Ho ricevuto alcune e-mail in questi giorni di assenza dal blog, volte a conoscere i motivi del mio silenzio. Ringrazio “pubblicamente” gli autori di quei messaggi, che mi hanno fatto molto piacere. In realtà, solo impegni professionali mi hanno tenuto lontano da queste pagine: cercherò di rimediare, magari sfruttando i fine settimana e programmando anticipatamente l’uscita dei post.

Detto questo:

  • il 30 ottobre scorso, sono diventato più grande, raggiungendo quota 30 primavere. Un traguardo importante, credo; coerente, peraltro, con i capelli bianchi che, pur sporadicamente, ogni tanto spuntano sulla mia chioma;
  • il 31 ottobre scorso ho ritirato la mia macchina nuova, di cui qui si è già parlato;
  • sto valutando l’acquisto di un appartamentino in cui trasferirmi.

Insomma: le solite cose! Ad ogni modo… arieccomi!