Aria nuova in via Nazionale

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Mario Draghi ha un viso intelligente e simpatico. Inoltre, a differenza del suo predecessore, sa parlare in italiano senza cadenze dialettali. E i fatti stanno dimostrando che il suo lavoro in Banca d’Italia procede a gonfie vele.

Non è passato un anno dal suo insediamento, infatti, ma già la nostra banca centrale appare più forte e credibile. Lo ha capito anche il mercato e lo ha dimostrato con vivacità e con operazioni certamente ambiziose. Penso all’acquisizione di Antonveneta dagli olandesi di Abn-Amro; penso alla salda detenzione di Bnl da parte dei cugini d’oltralpe di Bnp-Paribas; penso all’italianissima fusione tra Intesa e Sanpaolo.

Anche sul fronte dell’organizzazione interna il romano Draghi si è dato da fare. Il Governatore sta portando avanti con convinzione la modifica dello Statuto ed ha varato un codice etico; sono sempre più frequenti, inoltre, i rumorii che parlano di una riduzione delle filiali (che significa, in ultima analisi, una sensibile riduzione dei costi) e l’incorporazione dell’Ufficio italiano cambi.

Ancora, Bankitalia ha eliminato l’obbligo preventivo di comunicare all’organo di vigilanza il progetto di acquisizione di partecipazioni rilevanti in una banca: non bisogna più, quindi, chiedere il permesso alla Banca centrale prima di fare un’acquisizione. Ben venga.

Ed è di oggi la notizia che Draghi ha firmato un provvedimento emesso dal direttorio di Banca d’Italia col quale ha inflitto sanzioni per 459.800 euro agli ex vertici della Banca Popolare di Intra. La multa riguarda una serie di infrazioni che vanno da irregolarità nell’organizzazione e nei controlli interni del consiglio di amministrazione alle omesse comunicazioni all’organo di vigilanza da parte del collegio sindacale alle carenze nell’istruttoria, nell’erogazione, nella gestione e nel controllo delle pratiche di fido.

Chapeau, dottor Draghi! Ci voleva un uomo così, capace di far respirare aria nuova in via Nazionale.

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