Dell’emendamento Fuda (o Formisano?) qui si è già scritto. Com’è noto, il Governo ha presentato un bel decretino per cancellare gli effetti di quel pasticcio. Se promettete di non ridere, leggete il Comunicato stampa emanato dall’Esecutivo. Ivi è scritto, infatti, che “con tale abrogazione si pone così immediato rimedio ad un errore redazionale incorso in sede di predisposizione del maxiemendamento presentato dal Governo al testo della legge finanziaria 2007″. Un “errore redazionale“, capito?
Va bene. Fine del momento ilare. Ricomponetevi, grazie! V’è da dire che, approvato il decreto legge, il Governo ha l’obbligo di trasmetterlo alle Camere, chiedendone la conversione. Queste hanno l’obbligo di riunirsi entro cinque giorni per l’esame del disegno di legge di conversione. E così alla Camera si sono interrotte le ferie dei parlamentari e ieri l’assemblea è stata convocata. Dei 630 scranni di Montecitorio, solo 15 erano gli onorevoli presenti. Neanche il 2,4%. Per la cronaca, i presenti erano Giacomoni, Baldelli, Lainati e Pelino di Forza Italia, Gasparri e Cirielli di Alleanza Nazionale, Tabacci e Forlani dell’Udc, Strizzolo, Gambescia e Milana dell’Ulivo, Capotosti dell’Udeur, Misiti dell’Idv, Balducci dei Verdi. Nel banco destinato ad ospitare rappresentanti del Governo, quel Governo che sull’emendamento incriminato - non dimentichiamo! - aveva posto la fiducia, sedeva solo D’Andrea, Sottosegretario ai Rapporti col parlamento. Capito? Per l’occasione, non si è scomodato neanche il Ministro, delegando la presenza ad un suo Sottosegretario. D’altro canto, si trattava solo di porre rimedio ad un “errore redazionale”.
Quando si dice: la toppa è peggio del buco.
Ha ragione il diessino Gambescia (che peraltro pare avere un viso simpatico): “Io sono tornato apposta dall’Abruzzo per essere qui. La Camera è un’istituzione importante se la rappresentiamo, se no che ci hanno eletti a fare?“.




