“L’inizio della prigionia era accompagnato da una prima esperienza sconvolgente. Al loro arrivo, i deportati venivano sottoposti ad una procedura di accoglienza che li spogliava di colpo di tutto il loro passato [...]. I prigionieri, fin da subito, dovevano rendersi conto della loro totale impotenza, nel senso cioè di essere privati di qualsiasi capacità di azione e di essere in completa balìa della prepotenza fisica. Il primo atto di violenza subìto, il primo colpo ricevuto facevano crollare in essi l’assunzione di fondo della invulnerabilità del proprio corpo e la speranza di trovare aiuto nel momento del bisogno. Cancellando queste certezze basilari dell’esistenza quotidiana, la violenza compiva il primo passo per la trasformazione degli esseri umani in oggetti di iniziazione [alla vita del campo]” (Wolfgang Sofsky, L’ordine del terrore, 1995, pagg. 123/124).
Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa - durante la loro avanzata verso Berlino - arrivarono nella cittadina polacca di Oświęcim (Auschwitz) e si trovarono di fronte al suo tristemente famoso campo di sterminio, liberandone i pochi superstiti e rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazista. Dal 2000, il 27 gennaio è, in Italia, il Giorno della Memoria.
Per approfondire: voci Olocausto e Campo di concentramento di Auschwitz su Wikipedia. Sul sito dell’ANED è disponibile l’elenco delle manifestazioni promosse in tutta Italia in occasione della Giornata della Memoria.
25
Gen
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Annotazioni
Trovo questo cartello nella vetrina di una tabaccheria di Treviso. E penso che, se fossi un fax, non sarei contento di essere ricevuto o spedito proprio in/da quel negozio: essere seviziato da un tabaccaio non deve essere piacevole…
23
Gen
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Internazionale,
Politica
Da Treviso, dove mi trovo ancora per lavoro, apprendo da Harry (a cui copio anche il titolo di questo post) di un’inquietante dichiarazione rilasciata l’altroieri da Edoardo Sanguineti, classe 1930, candidato della sinistra radicale al Comune di Genova.
Dice il Nostro: “Quelli di Tienanmen erano veramente dei ragazzi poveretti, sedotti da mitologie occidentali, un poco come quelli che esultarono quando cadde il muro; ma insomma, erano dei ragazzi che volevano la Coca-Cola“. Il concetto, comunque, non è nuovo. Sempre Sanguineti, nel 2006, in occasione del “Festival dei Saperi” di Pavia, ebbe a dire che “quaranta ragazzetti innamorati del mito occidentale e della Coca-Cola hanno fatto più rumore di migliaia di operai massacrati in Cile“.
Come ha giustamente annotato Harry, secondo Sanguineti “coloro che hanno abbattuto il muro di Berlino e quanti hanno affrontato i carri armati del regime di Pechino erano stufi di birra e tè: volevano la Coca-Cola”. Non è deprimente affrontare fenomeni che vanno associati alla morte di migliaia di persone come fa Sanguineti? Con tanta superficialità e mancanza di rispetto?
Premesso che sulla morte non si possono fare valutazioni quantitative (perché parliamo di esseri umani, non chilogrammi di patate), per la cronaca va comunque detto che secondo la Commissione Rettig, al regime di Pinochet vanno addebitate la morte di quasi 2.100 persone e la “scomparsa” di altre 1.100. Sulla strage di Tienanmen l’entità delle vittime non potrà mai essere stabilita (anche perché, nell’occasione, il governo di Pechino limitò l’accesso alle informazione da parte dei media internazionali): la Croce Rossa internazionale ha stimato in 2.600 unità i morti e in 30.000 unità i feriti. Altre fonti parlano addirittura di 12.000 morti. Ma questo a Sanguineti, evidentemente, non importa.
20
Gen
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Libri
Sono veramente molto interessanti le 550 pagine de Il libro del fund raising. E’ un volume che è un saggio ed un manuale al tempo stesso: completo, appassionato, pieno di tante idee, costellato di buon senso. Come dice Henry Rosso, il fund raising è “la nobile arte di insegnare alle persone la gioia di donare”, un’arte che ha a che fare con le persone e non tanto con il chiedere loro soldi, perché il fundraiser di successo deve saper “unire cuore e portafoglio”, per dirla con Fabio Doppierio.
Il libro del fund raising è una miniera di riflessioni, che - nel mio piccolo - elaborerò nei prossimi mesi.
Hank Rosso, Eugene R. Tempel, Valerio Melandri, Il libro del fund raising. Etica, strategie e strumenti della raccolta fondi, Etas, Milano, 2004 (clic)
20
Gen
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Comunicazioni
Dopo le già annunciate novità relative all’installazione di una rete wireless in casa mia, da oggi un nuovo gadget tecnologico è entrato a far parte della mia dotazione. Mi riferisco al Nokia E61: 144 grammi di puro piacere! Ampio display a matrice attiva, che supporta fino a 16 milioni di colori con risoluzione 320×240 pixels; gestione della posta elettronica; connettività bluetooth, usb, infrarossi e wifi (anche contemporaneamente); lettore mp3; chiamate e comandi a riconoscimento vocale per collegamenti a menu, blocco tastiera e modi d’uso; editor che supportano le funzioni più comuni di Microsoft Word, PowerPoint ed Excel. E molto altro ancora…
Se ne poteva forse fare a meno?!
17
Gen
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Annotazioni,
Politica
Non si deve più procedere contro Oreste Scalzone, ex militante di Potere Operaio e di Autonomia Operaia. Scalzone, già condannato a 16 anni di reclusione per partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine, era scappato in Francia. Ora tornerà in Italia perché i reati si sono prescritti e, con essi, anche l’ordine di custodia spiccato su di lui.
Scalzone l’ha già detto: tornerà in Italia. “Tornerò non per cercare rivalse o regolamenti di conti, ma per dare più decibel a battaglie di libertà, a cominciare da quella per la scarcerazione di Paolo Persichetti”, ha dichiarato. Per chi non lo sapesse, Persichetti è detenuto per reati di terrosimo, condannato a 22 anni e 6 mesi di reclusione.
A questo punto, mi domando: cosa faranno fare gli esponenti dell’attuale “maggioranza” a Scalzone. Occorrerà ben trovare un posto anche per lui! Si veda, in tal senso, questo post. E quest’altro. E quest’altro ancora…
17
Gen
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Politica
Ricordate? Era il dicembre 2004 quando Berlusconi aveva radunato mille giovani forzisti per la campagna elettorale. A Montecatini terme, Prodi aveva definito quei ragazzi “mercenari“. Uno degli interessati non ha gradito l’appellativo ed ha querelato il Professore: si tratta di Nicky Dragonetti, allora Coordinatore provinciale dei giovani azzurri di Frosinone, ora transitato alla Nuova Dc. Il querelante è stato convocato dal Sostituto procuratore di Pistoia, Grieco, per integrare la denuncia, dopo aver inserito nel fascicolo istruttorio il video del discorso di Prodi.
Secondo voi, come andrà a finire?
17
Gen
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Comunicazioni
So di dare una notizia forte ma non posso esimermi da comunicarvi che, grazie al suo prezioso aiuto, da ieri il segnale adsl è diffuso in casa in modalità wireless. Tecnicamente, i cavi sono stati sostuiti da questo router:
Il segnale giunge nel portatile grazie a questa chiavetta
14
Gen
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Annotazioni,
Politica
Succede che nella splendida Livorno un’autopompa dei Vigili del fuoco, in servizio d’emergenza, non riesca a attraversare una strada, ostruita da auto in sosta e decine di giovani sulla sede stradale. Sulla strada insiste un bar, molto frequentato. Così il caposquadra decide di chiedere l’appoggio dei Carabinieri che intervengono, facendo rimuovere alcune auto e facendo sgombrare i giovani dalla strada. E l’autopompa riesce a transitare.
Poi succede il delirio. Un’ottantina di giovani scaglia contro i tre carabinieri alcuni oggetti contundenti. I militari chiedono aiuto e, all’arrivo di altre pattuglie, i delinquenti si dileguano. I tre carabinieri feriti sono medicati al Pronto soccorso.
Non è la trama di un filmetto di serie “B”. E’ la cronaca di un sabato di delirio. E non venitemi a dire che i giovani aggressori sono sicuramente stati provocati dai carabinieri, ché la scusa non regge. Né provate a giustificare in alcuna maniera un gesto che è delinquenziale e vigliacco. E’ delinquenziale, non solo “un caso di inciviltà”, come ha scritto il Corsera. E’ vigliacco, perché gli aggressori erano ottanta e gli aggrediti tre. E’ un gesto che evidenzia, ancora, una gravissima mancanza di senso civico e di correttezza civile.
A pagina 14 dell’Albero del Programma (ultima novità del governo di sinistracentro, partorita in quel di Caserta; chi lo volesse leggere può trovarlo qui; consiglio anche la lettura di questo post a riguardo), è scritto che la detenzione in carcere deve essere prevista “come misura ultima”. Buonismo e demagogia. In casi come quelli di Livorno, per quegli ottanta sfigati - drogati da qualche lettura ed obnubilati dall’alcol, dalla droga o dal desiderio di “sballo” - il carcere è necessario. Chissà cosa sarebbe successo se, nella concitazione del momento, ad uno dei carabinieri fosse partito un colpo? La stampa si sarebbe scatenata: “La polizia uccide”. E via con i processi, con l’esposizione al pubblico ludibrio. E magari all’agente della forza pubblica sarebbe stata tatuata addosso una condanna per omicidio volontario. E’ già successo…