Prezioso dono di S., ho terminato - ormai qualche tempo fa - le lettura di Un amore, di Dino Buzzati, romanzo nel quale autobiografia e finzione sono abilmente mescolate per animare l’invenzione letteraria. Mi domando se quello narrato da Buzzati sia veramente un amore… Nella cornice di una grigia Milano si sviluppa la vicenda di Antonio Dorigo, architetto 49enne, che incontra una giovanissima squillo, Laide, sedicente ballerina del teatro alla Scala. Antonio diventa dipendente dal rapporto di prostituzione e, dopo il primo incontro, inizierà a coltivare una passione lacerante, accompagnata da un sentimento sempre più forte ma mai corrisposto da parte di lei. L’architetto sarà dunque costretto a sopportare mortificanti umiliazioni pur di continuare a godere della compagnia della ragazza la quale, viziata ed opportunista, continuerà a farsi mantenere da Antonio e ad ingannarlo, a proposito della propria vita e dei propri impegni, concedendosi a lui con sempre minore desiderio e trasporto.
Credo che Un amore sia un libro molto più completo di quanto possa apparire ad una prima lettura, e per questo mi sono promesso di riprenderlo in mano tra qualche tempo. Con parole assai efficaci, Eugenio Montale ha descritto questo romanzo come una “dissezione quasi anatomica di un sentimento amoroso che molti diranno patologico”.
Dino Buzzati, Un amore, Mondadori, Milano, 2006




