Si chiama Eugenio Magnani ed è il direttore generale facente funzioni dell’Enit, l’agenzia nazionale che si occupa di turismo. Sino a poco tempo fa, Magnani percepiva, per il suo incarico, un compenso di 114 mila euro all’anno. Parliamo di danaro pubblico, ovviamente.
Con una delibera del 19 marzo, Magnani ha proposto al cda dell’Ente un aumento del 75% del suo compenso, portandolo così a 198 mila euro all’anno. E ci si riferisce solo alla retribuzione fissa.
In tempi in cui, da più parti, si dovrebbe “tirare la cinghia”, l’idea del manager non pare essere particolarmente brillante. Sicuramente non è commendevole. Certo non è l’unico esempio di indebita lievitazione dei costi dello Stato.
V’è da dire, comunque, che l’Enit ha recepito l’istanza volta a realizzare “tagli” nella spesa pubblica, voluti dalla Legge finanziaria. Sì, tant’è che i gettoni di presenza per i consiglieri di amministrazione sono stati ridotti - sempre su proposta di Magnani - da 10 a 9 mila euro all’anno. E giustizia sia!
Intanto domani è il 1° maggio, festa dei lavoratori. Che programmi avrà il dottor Magnani?

“Ammazzalo, cucinalo, mangialo” è il nome di un 




