Ci sono alcune domande…

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Software libero a Bolzano: che bella idea!

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Molto interessante questo servizio, andato in onda nella rubrica Good news di Report, il programma di RaiTre. Il titolo è chiaro: “Risparmio digitale“. Qui è disponibile il video.

Di cosa si parla? Presto detto.

A Bolzano hanno trovato il modo di risparmiare sui costi dei programi informatici. Come? Facendo ricorso al software libero. Oltre ottanta scuole di lingua italiana della provincia hanno sostituito la suite Office con OpenOffice, che si scarica da Internet, in Internet si trovano le istruzioni per installarlo ed è completamente gratuito.

Nel servizio di Giuliano Marrucci sono evidenziate anche le criticità di progetti di questo tipo, legate soprattutto alla resistenza all’innovazione opposta dagli utilizzatori del software, che ora però lavorano con strumenti in tutto e per tutto simili ai precedenti, ma consentendo all’Amministrazione di risparmiare una sensibile quantità di danaro. Solo una delle scuole che è passata ad OpenOffice ha 50 computer, per ciascuno dei quali spendeva 100 euro all’anno per i programmi. Pallottoliere alla mano, parliamo di 5.000 euro all’anno risparmiati e resi disponibili per altre attività.

Ma a Bolzano sono davvero avanti. In Alto Adige, infatti, ha sede la Sad, l’azienda che si occupa del trasporto pubblico locale. Alla Sad hanno iniziato ad usare software libero quasi quindici anni fa, e da allora hanno risparmiato qualcosa come 300.000 euro l’anno. E anche il Consorzio dei Comuni è migrato verso software libero, risparmiando più di mezzo milione di euro. Anche il settore “Formazione agricola, forestale e di economia domestica” fa uso di software libero per i corsi organizzati online. Ma (e qui c’è veramente un colpo di scena!), anche i 4.500 computer dell’Amministrazione provinciale sono passati dal pacchetto Office di Microsoft al suo omologo libero, risparmiando più di 1 milione di euro all’anno. Ripeto: 1 milione di euro all’anno.

Buone notizie: nasce il Nirda

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Con gioia sincera apprendo della nascita del Nirda, il Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali del Corpo forestale dello Stato. “Si tratta di una struttura specializzata che ha lo scopo di curare il coordinamento, l’indirizzo e la gestione operativa dell’attività di vigilanza, prevenzione e repressione dei reati commessi nei confronti degli animali”, come si legge nel comunicato stampa diramato dall’Amministrazione. L’attività del Nirda sarà coordinata da una donna: il vicequestore aggiunto dottoressa Maria Rosaria Esposito.
L’attività del Nirda sarà presentata, nel corso di una conferenza stampa, domani 24 maggio 2007, alle ore 10.30, presso la “Sala Kodak” della Casa del Cinema di Roma (l.go M. Mastroianni n. 1).

Per non dimenticare: Capaci, 23 maggio 1992

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Sono passati 15 anni da quel terribile 23 maggio 1992, da quel boato che ha scosso le coscienze di molti, ma non di tutti. Da quel tardo pomeriggio in cui, a Capaci, persero la vita il dottor Giovanni Falcone, magistrato del pool antimafia di Palermo; la moglie Francesca Laura Morvillo, magistrato consigliere della Corte d’Appello di Palermo; tre uomini della scorta: l’assistente Antonio Montinaro e gli agenti scelti Rocco Di Cillo e Vito Schifani, tutti in forza alla Polizia di Stato.

“La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione” (Giovanni Falcone, Cose di Cosa nostra)

In un giorno così, il rischio di cadere nella retorica è veramente troppo grande, perché spendere parole vuote è facile. Perché Falcone è diventato un eroe. Ma l’eroismo di Falcone, di Libero Grassi, di Paolo Borsellino, di padre Giuseppe Puglisi (tanto per citare qualche nome ma l’elenco, ahimé, sarebbe terribilmente lungo), va di pari passo con la nostra incapacità di proteggere coloro che si sono spesi per noi; per garantire un futuro migliore a noi e ai nostri figli. Perché il sangue versato da questi uomini non ha neanche toccato la coscienza dei tanti mafiosi presenti nel nostro Paese. E questo conferma, ancora una volta - ancorché non ce ne sia affatto bisogno - che la mafia è una merda. E che la mafia interessa tutta l’Italia. E ciascuno di noi.

P.S.: Ringrazio la redazione di TocqueVille che ha scelto questo post per l’apertura dell’aggregatore:


Bella iniziativa a Calcinelli di Saltara

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Volentieri “sponsorizzo” la manifestazione promossa a Calcinelli di Saltara (PU) dall’amico Paolo, che ha organizzato una partita di calcio tra una rappresentativa delle Forze dell’ordine, la Nazionale italiana farmacisti ed una squadra di sacerdoti marchigiani. Il ricavato dell’incontro (appena 5 euro a biglietto) sarà devoluto alla Lega Italiana Fibrosi Cistica.

La partita avrà luogo domenica 8 luglio, alle ore 17.00. Per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti ci si può rivolgere direttamente a Paolo.

Addio, Maurizio

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Aveva poco più di trent’anni, Maurizio, ed è morto. Era un appuntato scelto dei Carabinieri, in servizio alla Compagnia di Castelvetrano, nel trapanese.

A ventidue anni, Maurizio aveva contratto l’epatite C, contagiato dal sangue infetto di un tossicodipendente che stava arrestando. Un galloncino in filo di metallo argentato cucito sulla manica destra dell’uniforme ricordava quella ferita in servizio. Maurizio si era sottoposto, a dieci anni da quel giorno sconvolgente, ad un primo trapianto di fegato. Ne sarebbe servito un secondo. Ma non ce l’ha fatta.

L’appuntato scelto Maurizio Arnetta lascia la moglie, Maria, e la piccola Chiara, di 9 anni.

Trasferte

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Da domani mattina, e fino a sabato, sarò a Verona, per lavoro. Dormirò qui. Al ritorno, dovrei caricare il nuovo (e spero definitivo) template di questo blog. Solo un po’ di pazienza! Grazie!

[Poesia] Io non posso ballare sulle punte

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Io non posso ballare sulle punte
nessuno me l’ha insegnato
ma spesso mi pervade un tale ardore
che se fossi esperta di balletto
esploderei in piroette da far impallidire
la prima donna e tutta la sua compagnia.
E benché non abbia una tunica di tulle
né ricci nei capelli,
benché non sappia saltellare in pubblico,
come gli uccelli, con una zampa in aria
né slanciarmi in batuffoli di piume
né scivolare su ruote di neve
fino a svanire in suoni
e farmi applaudire dai presenti;
benché nessuno conosca il mio talento
ch’io qui descrivo con tanta facilità
e nessun cartellone mi faccia propaganda,
qui c’è un pienone come all’Opera.

(Emily Dickinson, 1830-1886)

Fattoria didattica a Partinico, dalla mafia all’ENPA

Inserito in: Comunicazioni, Diritti animali

Si estende per 6.381 metri quadrati e sorge a Partinico, nel palermitano: si tratta di un fondo, appartenuto al mafioso Alessandro Brigati, confiscato ed affidato (per la prima volta in Italia) all’Ente Nazionale Protezione Animali per riqualificarlo e modificarne la destinazione.

La Protezione Animali ne farà una fattoria didattica, dalla fortissima valenza simbolica: i bambini che visiteranno la struttura potranno conoscere la vita degli animali allevati in libertà. Saranno allevati bachi da seta ed api. I primi non saranno uccisi senza pietà per la produzione di seta ma vivranno in pace il loro ciclo evolutivo mostrando ai visitatori la meravigliosa evoluzione della loro crescita senza perdere la vita.

Nell’area agricola saranno coltivati l’ulivo, il grano duro, la vite, il gelso e gli agrumi (tutte colture che - da secoli - caratterizzano la splendida Sicilia), facendo uso di metodi biocompatibili, senza uso di pesticidi o di altre sostanze nocive.

In un’altra area del fondo, infine, saranno promosse coltivazioni tipiche dell’antica terra di Trinacria e oggi dimenticate: il sommacco, il cotone e l’ampelodesma.

Una splendida vittoria dell’animalismo, dell’ambientalismo e della legalità.

Per grazia ricevuta

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Si intitolerà “Per grazia ricevuta il libro scritto da Ivan Liggi per raccontare l’odissea giudiziaria che l’ha visto coinvolto, e di cui qui più e più volte si è parlato.

Il volume, edito per i tipi della Farnedi, sarà presentato a Cesena nel prossimo autunno. Non vedo l’ora di leggerlo.