Fattoria didattica a Partinico, dalla mafia all’ENPA

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Si estende per 6.381 metri quadrati e sorge a Partinico, nel palermitano: si tratta di un fondo, appartenuto al mafioso Alessandro Brigati, confiscato ed affidato (per la prima volta in Italia) all’Ente Nazionale Protezione Animali per riqualificarlo e modificarne la destinazione.

La Protezione Animali ne farà una fattoria didattica, dalla fortissima valenza simbolica: i bambini che visiteranno la struttura potranno conoscere la vita degli animali allevati in libertà. Saranno allevati bachi da seta ed api. I primi non saranno uccisi senza pietà per la produzione di seta ma vivranno in pace il loro ciclo evolutivo mostrando ai visitatori la meravigliosa evoluzione della loro crescita senza perdere la vita.

Nell’area agricola saranno coltivati l’ulivo, il grano duro, la vite, il gelso e gli agrumi (tutte colture che - da secoli - caratterizzano la splendida Sicilia), facendo uso di metodi biocompatibili, senza uso di pesticidi o di altre sostanze nocive.

In un’altra area del fondo, infine, saranno promosse coltivazioni tipiche dell’antica terra di Trinacria e oggi dimenticate: il sommacco, il cotone e l’ampelodesma.

Una splendida vittoria dell’animalismo, dell’ambientalismo e della legalità.

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