“… E la gente, gli uomini e le donne, essi tutti vivono in una dimensione che pare a noi perduta: davvero è incorrotta l’umanità di quei luoghi. Il dolore ed i mali per loro sono mero accidente e non sostanza, non soffrono che per malanni veri e fisici. Forse che non hanno scoperto la vanità di tutte le cose, ma la loro allegria, la spensieratezza della loro vita son di gran contagio e ti viene fatto di ridere quando essi ridono…” (Carlo Pepoli a Giacomo Leopardi)
Mi trovo costretto a tornare nuovamente sull’argomento della sconsideratezza degli automobilisti.
La cronaca.
E’ giovedì 26 luglio, sono le 23.15 circa. Sono sulla A14 e procedo in direzione Bologna. All’altezza della barriera di Ancona nord mi accorgo che sta per finire il gpl e mi fermo all’area di servizio Esino est. Con l’occasione, decido anche di prendermi un caffè. Nell’autogrill, quasi deserto, c’è anche un’allegra famigliola: padre, madre ed un figlio (i primi due attorno ai quarantacinque, il terzo a cavallo della maggiore età). Loro mangiano un panino e si bevono una bibita. Esco dall’autogrill e mi porto alla pompa del gpl: faccio rifornimento (ci vuole un po’, poi devo andare a farmi timbrare la carta carburante nel gabbiotto del benzinaio) e mi immetto nuovamente in autostrada. Davanti a me un autotreno, dietro di me una Mercedes. Appena rientrati in strada, siamo costretti ad uno scambio di carreggiata, a causa di un cantiere di lavoro, già ampiamente segnalato prima dell’ingresso in area di servizio. La situazione, dunque, vede il traffico diretto a nord procedere “contromano” sulla corsia di sorpasso della carreggiata sud, e quello diretto a sud impegnare la corsia d’emergenza e la prima corsia della stessa carreggiata. Effettuato lo scambio, l’autotreno davanti a me emette una poco rassicurante ondata di fumo nero e, un istante dopo, accende le quattro frecce. Io, che sono ottimista di natura, penso che il fumo sia frutto di meri problemi di carburazione e che le quattro frecce facciano presagire un rallentamento. I miei pensieri rapidamente sfumano visto che l’autotreno si ferma e spegne il motore. Dopo qualche minuto, faccio lo stesso anch’io e individuo, guardando nello specchietto retrovisore, l’allegra famigliola vista all’autogrill a bordo della Mercedes dietro di me.
Dopo qualche minuto di attesa, il conducente della Mercedes scende dalla sua macchina (bermuda, tshirt rossa e scarpe comode ai piedi) per dirigersi verso l’autotreno. Inutile dire che non indossa il giubbetto “salvavita” e che la pericolosità del suo comportamento è sanzionata da un mezzo pensante che transitava in direzione opposta: una bella strombazzata e forse anche qualche improperio, questi ultimi ampiamente ricambiati dall’automobilista. Il quale raggiunge l’autista dell’autotreno e poi ritorna alla sua macchina, non prima di avermi detto che “’sto stronzo di camion” aveva avuto un guasto meccanico ed era fermo.
Passa ancora qualche minuto (durante il quale qualche automobilista dietro di noi si è anche messo a suonare il clacson: ma cosa suoni il clacson? Pensi forse che stiamo fermi in autostrada perché qualcuno sta facendo le foto alla riviera adriatica?) quando, sulla corsia nord, quella chiusa per lavori, giunge un mezzo della Società autostrade, dal quale scendono tre baldi giovani di arancione vestiti, illuminati dalla luce rotande gialla posta sopra l’auto. I tre, scavalcato lo spartitraffico, si mettono ad armeggiare assieme al camionista per risolvere il suo problema. A questo punto, sono passati tredici minuti dallo stop forzoso.
Il conducente della Mercedes, che non aveva mai spento la sua macchina (forse per il timore che lo spegnimento dell’aria condizionata potesse derivargli chissà quale nocumento), ingrana la prima e si sporge nella corsia alla sua sinistra (che, come detto, era diventata la corsia di sorpasso di chi procedeva verso sud). Uno degli uomini della Società autostrade scorge il movimento dell’auto ed inizia a sbracciare: “Sta’ fermo ché ti ammazzi. Tra meno di cinque minuti ti facciamo passare noi”, gli grida. Sforzo vano: il conducente della Mercedes prosegue nella sua marcia, sorpassa me e il camion che mi stava davanti, passando sopra ad un paio di delineatori flessibili in gomma catarifrangenti.
Il commento.
Tu, conducente di quella Mercedes, sei un idiota. Hai compiuto una manovra molto pericolosa (e non venirmi a dire che avevi visto bene che non stava sopraggiungendo nessuno perché, anche se così fosse, il livello di pericolo corso non sarebbe sceso), mettendo a repentaglio l’incolumità tua, della tua famiglia, mia, del camionista fermo davanti a noi, dei meccanici della Società autostrade e di qualche altra decina di persone. Dunque, oltre che idiota, sei anche un incosciente.
Tu, conducente di quella Mercedes, sei anche un pessimo educatore. Hai compiuto una manovra che il solo buon senso avrebbe sconsigliato a chiunque davanti agli occhi di tuo figlio, seduto dietro di te. E cosa succederà se domani il ragazzo, magari patentato da poco, si troverà in una situazione analoga? Non pensi che proverà a fare lo stesso? E come dovrai sentirti tu se tuo figlio, più sfortunato di te, dovesse sbagliare le sue valutazioni e magari scontrarsi frontalmente contro un mezzo pesante che viaggia a forte velocità?
Tu, conducente di quella Mercedes, stavi evidentemente tornando a casa dalle vacanze e dunque… valeva la pena fare la figura del demente e rischiare di non arrivare (né te né la tua famiglia) al termine del viaggio? La patente che hai nel portafoglio, caro mio, è segno che non sempre i permessi di guida sono rilasciati a chi veramente sa guidare.
Rimango amareggiato, deluso e preoccupato dopo aver letto questo comunicato stampa del Corpo Forestale dello Stato:
INCENDI: TROVATO ORDIGNO INCENDIARIO IN PROVINCIA DI PESARO URBINO
Confermata l’origine dolosa di molti roghi. Sono ancora in corso le indagini del Corpo forestale dello Stato
25 luglio 2007 – Un ordigno incendiario è stato ritrovato dal Corpo forestale dello Stato ieri attorno alle 19 tra Frontone e Cagli, in provincia di Pesaro-Urbino, teatro nei giorni scorsi di due disastrosi incendi. Giunte ormai a buon punto le operazioni di spegnimento del grande incendio che da 24 ore stava divorando il Monte Catria, tra Caprile e Acquanera, e spento quello che aveva divorato le pendici del Castello di Frontone, è stata avvistata una esile colonna di fumo che si stava alzando a lato della strada che da Frontone conduce a Cagli nei pressi della località Buonconsiglio. Sul posto si sono portati immediatamente i volontari A.I.B. del Gruppo Comunale di Cagli che hanno spento il principio di incendio e gli uomini del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) del Corpo forestale dello Stato. È stato così possibile ritrovare quasi integro l’ordigno incendiario che avrebbe sicuramente provocato un disastroso incendio simile a quello già in corso in località Caprile. Gli investigatori del Corpo forestale dello Stato hanno repertato l’ordigno, iniziando tutte le indagini del caso che proseguiranno con approfondimenti tecnico-scientifici. Con tutta probabilità si procederà anche all’esame del DNA dei residui biologici eventualmente presenti sull’ordigno. Trovano così conferma le ipotesi degli investigatori del Corpo forestale dello Stato circa l’origine dolosa dei numerosi incendi che in questa ultima settimana hanno devastato la provincia di Pesaro-Urbino e che hanno mandato in fumo secondo le prime stime almeno 500 ettari di boschi con ingenti danni sul piano economico e disastrosi effetti sul piano ecologico e paesaggistico. Sul fronte della lotta agli incendi boschivi si segnala inoltre la richiesta di rinforzi all’Ispettorato Generale del Corpo forestale dello Stato a sostegno degli uomini impegnati ininterrottamente anche con turno di 24 ore e la sospensione di tutti i congedi. Misure assolutamente straordinarie per fronteggiare un’emergenza incendi dalle caratteristiche assolutamente eccezionali.
Siamo un gruppo di blogger che si collocano all’interno dell’attuale schieramento politico di centrodestra. Crediamo da sempre nello strumento blog quale possibile mezzo di influenza culturale e politica, quale evoluzione del modo di informare e di essere informati. Negli ultimi anni abbiamo condiviso molte battaglie “virtuali”, contribuendo con passione e impegno alla realizzazione di progetti ambiziosi. Abbiamo sempre cercato di usare i nostri blog senza partigianerie, sforzandoci di non seguire ciecamente gli ordini di scuderia ma discutendo, confrontandoci, creando un canale di comunicazione anche con chi non la pensa come noi. Tutto questo, sia chiaro, rimanendo saldamente ancorati alle nostre convinzioni politiche e culturali. Avevamo riposto molte speranze nella crescente diffusione dei blog di centrodestra, sperando che prima o poi alle parole sarebbero seguiti i fatti concreti, l’impegno sul campo, la raccolta di quanto si era seminato in precedenza.
Oggi, a malincuore, dobbiamo ammettere che poco o nulla è successo in questo senso. Si tratta di una riflessione che facciamo convintamente da mesi ma che particolarmente in questi giorni diventa tremendamente attuale. La candidatura a segretario del Partito Democratico di Mario Adinolfi, giornalista e blogger di centrosinistra, ha messo in evidenza ancora una volta la differenza di impostazione che separa i blog che si riconoscono nell’attuale maggioranza di governo e quelli di centrodestra. Da anni ci siamo autoconvinti che noi siamo i “blog del fare” contrapposto ai “blog del dire”; noi azione, loro sterile, continuo e cervellotico dibattito; noi liberi e liberali, loro indottrinati e statalisti. Forse avevamo ragione, forse no. Fatto sta che oggi, mentre gli ideologi della rivoluzione dei ragazzi in pigiama hanno perso molto del loro appeal e del loro slancio originario, dall’altra parte qualcosa si muove: Adinolfi parte dal blog e tenta di intraprendere la sua “rivoluzione in bermuda”. Una scelta coraggiosa, quasi suicida politicamente ma di sicuro impatto mediatico.
Sia chiaro: nessuno di noi si sente vicino alle posizioni politiche di Mario Adinolfi, tantomeno a quelle del nascente Partito Democratico. Le nostre considerazioni riguardano solo ed esclusivamente lo strumento blog e i suoi possibili utilizzi anche nella vita reale. La “second life” creata ad hoc dai blogger di centrodestra ci appare a volte come qualcosa di sterile e fine a se stesso, un esercizio narcisistico e onanistico che somiglia tanto ad un’élite (o presunta tale) che ad un movimento di ampio respiro. Si discute, ci si fanno i complimenti a vicenda o si litiga, ma tutto rigorosamente all’interno dello stesso “branco” di appartenenza. E’ proprio la mancanza di visione ad ampio spettro che imputiamo a chi fino ad oggi ha “gestito” il movimento dei blogger di centrodestra presenti in rete. L’idea che, vittime di una sorta di nuovo complesso dei migliori data dalla oggettiva incapacità dell’attuale governo di centrosinistra, quelli che avrebbero dovuto fare la “rivoluzione culturale” siano finiti in un limitante tifo di squadra che perde quel minimo di capacità critica necessario, se non a costruire, quantomeno a proporre il domani.
L’immobilismo colpevole del centrodestra virtuale si scontra oggi con il movimentismo dell’altro versante politico. Adinolfi è lì; dove sono i guru dei blog liberalconservatori? Per questo, dunque, pur non condividendo il progetto politico alla base dell’impegno di Adinolfi e sentendoci distanti anni-luce dal Partito Democratico, ci troviamo quasi costretti ad appoggiare l’impegno di Mario che rappresenta, anche per noi, un momento di avanguardia nel mondo dei blog. Dal virtuale si passa al reale; dai post alle dichiarazioni programmatiche; dall’onanismo salottiero e sonnacchioso all’impegno politico concreto. E’ quello che vorremmo accadesse anche sul nostro versante. Ma visto che questo sembra per adesso un obiettivo lontano, esprimiamo i nostri migliori auguri a Mario Adinolfi e gli offriamo, nei limiti delle sacrosante differenze politiche e culturali, il nostro supporto in questa difficile ma entusiasmante battaglia.
Domenico Naso – http://www.ilmegafono.net
David Moser – http://daverik.wordpress.com
Roberto Nicolai – http://www.robinik.net
Diego Destro – http://daw.ilcannocchiale.it
Fabrizia Cioffi – http://inyqua.iobloggo.com
Cantor – http://www.cantorblog.net
Hanno aderito: Grendel from the Moor - Giuseppe Colonna - Child23 -
Giuseppe Lombardo - Periclitor
e, da oggi, anche il sottoscritto.
Falso in atto pubblico e truffa aggravata: con questa accusa, dodici persone sono state arrestate dai Nas di Perugia. Si tratta di otto dipendenti dell’Azienda ospedaliera locale (medici, infermieri, tecnici amministrativi), un ex dipendente del nosocomio e tre impiegati dell’Università degli studi di Perugia. Nell’ambito della stessa inchiesta ci sono altri sessantotto denunciati a piede libero
I dodici uscivano dall’ospedale senza crucciarsi troppo di orari e permessi: c’erano gli amici che timbravano per loro conto il cartellino marcatempo. I delinquenti sono stati smascherati grazie alle intercettazioni telefoniche e ad alcune riprese realizzate con videocamere nascoste.
“Vogliamo una sanità che funzioni e che sia al servizio del cittadino, non dei più furbi”, ha dichiarato Maria Rita Lorenzetti, Presidente regionale dell’Umbria. Ci mancherebbe altro, Presidente! E speriamo che i “furbi”, se effettivamente riconosciuti tali dalla Magistratura, risarciscano tutto ciò che hanno rubato e si trovino un altro lavoro, non più alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche.
Oh, automobilista, tu che chiedi agli altri di scansarsi facendo un uso smodato dei fari abbaglianti, anche quando chi ti precede sta sorpassando un autoarticolato e non può schiantarsi contro il rimorchio che si trova alla sua destra per farti strada, ti auguro di incontrare, un giorno, qualcuno che abbia modificato l’impianto d’illuminazione della propria auto e che possa accecarti accendendo un faro, montato nella parte posteriore della macchina, capace di illuminare dal golfo di Trieste al porto di Patrasso.
Oh, automobilista, tu che su una strada a tre corsie occupi quella centrale anche quando quella a destra è sgombra, costringendo chi ti precede e che intende sorpassarti ad occupare quella a sinistra, lasciando la prima corsia libera, ricorda che la corsia di destra non è riservata agli autotreni e puoi andarci anche tu: non si pagano supplementi, puoi stare tranquillo.
Oh, automobilista, tu che non ti crucci a percorrere rettilinei autostradali a 180 o a 200 o a 210 chilometri all’ora, ricorda che dal pagamento del pedaggio non deriva l’acquisto della proprietà del manto stradale, che - tuo malgrado - resta condiviso con altri utenti, uno dei quali potrebbe nascondersi dietro una curva e marciare a “soli” 130 chilometri all’ora. Sei sicuro che, magari su fondo bagnato, riuscirai a rallentare per evitare di montargli sopra come la fetta di pan carré sul formaggio di un sandwich?
Oh, automobilista, tu che getti dal finestrino pacchetti di sigarette, sacchetti di carta, fazzoletti con i quali ti sei smoccolato, bottigliette di plastica e persino il contenuto del posacenere della tua auto, ricorda che il tuo gesto è incivile, oltre che pericoloso. E sta’ attento: magari un giorno, per sbaglio, un camion per la raccolta della nettezza urbana potrebbe rovesciare sulla tua Mercedes Slk il contenuto della raccolta giornaliera. E non sarebbe bello.
Oh, automobilista, tu che guidi come se fossi all’interno di un circuito di Formula 1, tu che manifesti la tua arroganza premendo senza ritegno sul pedale dell’acceleratore, tu che palesi la tua idiozia compiendo manovre spericolate, ricorda che guidare non è un diritto, ma un privilegio. Privilegio che andrebbe goduto applicando quella cosa, che evidentemente non ti è data, che si chiama buon senso. Tu, sì, proprio tu, sei solo un povero mentecatto.
A sinistra, l’edizione 2004 dell’elenco telefonico di New Orleans. A destra, l’edizione 2007 dell’elenco telefonico di New Orleans.
In mezzo, l’uragano Katrina, del 2005.
E sì che soffro di vertigini ed il mio carattere non è certo temerario. Tuttavia sono salito, per due volte addirittura, su questa macchina infernale chiamata Katun:
Mi sudano le mani ancora oggi, solo a guardare il filmato…





