Non sono passati molti giorni dallo scoop giornalistico che ha esposto sulla pubblica gogna il comandante generale della Polizia Municipale di Roma, Giovanni Catanzaro. I fatti saranno sicuramente già noti a tutti: il comandante è stato “sorpreso” mentre esponeva, sulla propria autovettura, il contrassegno invalidi (scaduto) intestato alla madre della compagna. Da più parti si è gridato allo scandalo. Ma a riguardo ho trovato molto interessante un post dell’amico Domenico. Nel suo Megafono, Naso scrive:
Lo scandalo che ha coinvolto Giovanni Catanzaro, comandante dei vigili urbani di Roma, è una bufala. O almeno un pretesto. Il Messaggero ha pubblicato il presunto “scoop”: Catanzaro ha usato un permesso disabili per parcheggiare dove gli pare. I mainstream media hanno amplificato la cosa, presentandola nella maniera più seria possibile. E allora Veltroni che fa? Approfitta della situazione e caccia il comandante dei vigili. Tutto normale? Così sembrerebbe. Anzi, da più parti si plaude al gesto moralizzatore del sindaco di Roma. Tutta una panzana, una montatura, un disegno architettato da tempo. Le prove? Eccole, ce le fornisce un articolo di Claudia Passa, pubblicato da “il Giornale” in data 19 settembre 2006 (un anno e due mesi fa, dunque, nel giorno della nomina di Catanzaro):
“Lo scettro del comando non è destinato a restare a lungo nelle mani di Catanzaro: la scelta è stata sofferta, e chi ha avuto modo in questi giorni di confrontarsi con il sindaco e il suo staff afferma che il primo cittadino avrebbe preferito altre soluzioni. Cosa sia accaduto per fargli cambiare idea non è dato sapere. Si sa invece da autorevoli fonti che nel provvedimento di «investitura» che oggi passerà in Giunta non sarebbe indicata alcuna data di fine incarico. Un dettaglio che non deve stupire, giacché Catanzaro è un dirigente interno all’organico dell’amministrazione e non un «outsider» a contratto come il suo predecessore. Ma che solleva qualche interrogativo circa la sicurezza con cui il Campidoglio, nei giorni scorsi, aveva lasciato filtrare l’indiscrezione secondo la quale il comandante dai baffi bianchi avrebbe lasciato la sua poltrona a dicembre del 2007, non un giorno oltre“.
Altro che scandalo, dunque. Era tutto deciso, persino la data. Qualche giornale ha ricordato il precedente sul proprio sito? No, per nulla. Ma non c’è di che meravigliarsi. Proprio un giornale (il Messaggero) si è reso complice del complotto contro Catanzaro, ordito da Veltroni stesso o da chi per lui. Speriamo che questa nostra segnalazione circoli. Aiutateci a far circolare la verità. Linkate e diffondente!





