Bassolino condannato dalla Corte dei Conti ma è ancora al suo posto

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“Mi si accusa senza prova e senza indizi”: con queste parole, il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, aveva commentato la notizia del suo rinvio a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. L’indagine, avviata dalla Procura di Napoli, coinvolse Bassolino nella sua qualità di (allora) commissario governativo per l’emergenza rifiuti, emergenza che - com’è noto - non è certo risolta.

Attorno al Governatore Bassolino, quest’estate, si sono stretti i vertici del sinistracentro, con commenti che non lasciavano spazio a dubbi. Piero Fassino: “Chiunque lo conosca non può aver alcun dubbio sulla dedizione, il rigore amministrativo, il senso delle istituzioni che hanno sempre ispirato l’azione politica e istituzionale di Bassolino”. Luigi Nicolais: “Sono convinto della sua onestà. Ho avuto modo di apprezzare la sua dedizione verso le istituzioni”. Walter Veltroni: “Saprà dimostrare la correttezza dei suoi comportamenti”.

Di tutt’altro avviso è risultata essere la Magistratura contabile: la Sezione Giurisdizionale campana della Corte dei Conti ha condannato Bassolino a risarcire allo Stato 3,2 milioni di euro a motivo della creazione di un “call center ambientale” nel quale hanno trovato posto 100 lavoratori socialmente utili (che bello sarebbe andare a vedere come sono stati individuati i 100 fortunati…). Ebbene, secondo la Corte dei Conti - i cui tempi sono notoriamente più rapidi rispetto a quelli della Magistratura ordinaria penale - Bassolino non aveva alcuna competenza per la creazione di un call center di quel genere. E per questo è stato condannato. A chi dovrà essere versato il risarcimento? Alla Regione Campania che, ancora, spavaldamente, Bassolino presiede. In altre parole, dovrà versare quei danari a se stesso.

In qualunque Paese civile, l’interessato si sarebbe dimesso da qualunque carica pubblica. Lo avrebbe fatto ben prima che si giungesse a una qualsiasi sentenza. Già. In un Paese civile. Perché nella nostra Italia, Bassolino siede ancora sulla sua poltrona. E costringe sempre più persone a domandare al Capo dello Stato di commissariare la Regione Campania, a mente dell’articolo 126 della Costituzione.

Per saperne di più sull’emergenza rifiuti, cliccate qui e guardate questo video:

3 commenti a “Bassolino condannato dalla Corte dei Conti ma è ancora al suo posto”

  1. Shadang ha scritto:

    ah! ah! ah! Mi fa ridere, quando dice che è accussato, senza prove e senza indizi. Comunque questo è il triste destino, di una regione, che purtroppo merita uomini come questi, perchè non ha un’altro Masaniello. State tranquilli, non si dimetterà, perchè ormai la dignità, è acqua fresca. E purtroppo con tutti i guasti che ci sono, non sono convinto, che un futuro governatore, anche, di centrodestra possa fare molto. La Campania, andrebbe commissariata, e con qualcuno che viene dall’esterno, che abbia la forza di non guardare in faccia a nessuno, e faccia quello che è giusto fare. Utopia purtroppo!

  2. Camelot Destra Ideale ha scritto:

    Se almeno il centrodestra campano si svegliasse e facesse il proprio dovere per mandare a casa il Masaniello incapace…
    P.S.: benvenuto su “per il Partito della Libertà”, e grazie mille per l’adesione…
    Buon anno ;)

  3. Simone Casadei ha scritto:

    @Shadang: Grazie per essere passato da qui. Sono convinto anch’io che Bassolino non abbia alcuna intenzione di dimettersi. Ma temo che prima di affrontare seriamente il problema-rifiuti sarà necessaria un’epidemia di colera (Dio non voglia…)
    @Camelot Destra Ideale: Hai ragione. Come sempre, in situazioni così complesse, le responsabilità non stanno da una parte soltanto. Certo che c’è molto da fare… ma nihil difficile volenti, no? Grazie per il benvenuto: confido in una significativa riuscita dell’aggregatore.

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