Putost che parlà ma, l’è mej tasè

Inserito in: Comunicazioni

Il titolo del post, in chiaro dialetto meneghino, serve solo per comunicare che da oggi fino a domenica sarò a Milano, per partecipare ai lavori del Coordinamento regionale ENPA della Lombardia. I più curiosi sappiano che dormirò qui.

A lunedì!

P.S.: Il detto in milanese significa “Piuttosto che parlare male, è meglio tacere“. Saggezza popolare.

Parlamentari marchigiani: le assenze al voto

Inserito in: Politica

Non so se lo scioglimento delle Camere è alle porte oppure no (personalmente opto per questa seconda ipotesi). In ogni caso, qui sotto riporto le assenze al voto registrate da inizio legislatura fino al 21 dicembre 2007, relative a tutti i parlamentari eletti nelle Marche. Per ogni eletto sono riportate le presenze (P), le missioni (M), le assenze (A) e la percentuale di assenze.

Senato della Repubblica:

  • BALDASSARRI Mario (AN): P 1.157, M 0, A 482 (29,4%)
  • CICCANTI Amedeo (UDC): P 1.278, M 0, A 361 (22,0%)
  • CASOLI Francesco (FI): P 1.355, M 0, A 284 (17,3%)
  • ROSSI Fernando (Misto): P 1.530, M 1, A 108 (6,6%)
  • CALVI Guido (PD): P 1.560, M 0, A 79 (4,8%)
  • MAGISTRELLI Marina (PD): P 1.600, M 0, A 39 (2,4%)
  • EMPRIN GILARDINI Erminia (PRC): P 1.595, M 8, A 36 (2,2%)
  • AMATI Silvana (PD): P 1.615, M 0, A 24 (1,5%)

Camera dei deputati:

  • CONTI Giulio (AN): P 2.508, M 0, A 2.185 (46,6%)
  • LA MALFA Giorgio (Misto): P 1.925, M 1.487, A 1.281 (27,3%)
  • CICCIOLI Carlo (AN): P 3.671, M 0, A 1.022 (21,8%)
  • LION Marco (Verdi): P 2.195, M 0, A 831 (17,7%)
  • FORLANI Alessandro (UDC): P 3.65, M 265, A 783 (16,7%)
  • GIOVANELLI Oriano (PD): P 4.158, M 0, A 535 (11,4%)
  • RICCI Andrea (PRC): P 4.312, M 0, A 381 (8,1%)
  • CESINI Rosalba (CI): P 4.351, M 0, A 342 (7,3%)
  • LUSETTI Renzo (PD): P 3.343, M 1.038, A 312 (6,7%)
  • MORRI Fabrizio (PD): P 4.392, M 0, A 301 (6,4%)
  • MERLONI Maria Paola (PD): P 4.423, M 0, A 270 (5,8%)
  • GALEAZZI Renato (PD): P 4.245, M 220, A 228 (4,9%)
  • BALDELLI Simone (FI): P 4.480, M 0, A 213 (4,5%)
  • VANNUCCI Massimo (PD): P 4.516, M 0, A 120 (2,6%)
  • MADERLONI Claudio (SD): P 4.528, M 55, A 110 (2,3%)

Addio, Heath

Inserito in: Cinema
Heath

According to police in New York City, New York, Australian actor Heath Ledger, 28, has died in an alleged overdose of prescription drugs. He was found by his housekeeper in his Manhattan apartment.

At about 3:26 p.m. EST (UTC-5), the housekeeper was on her way to inform Ledger that his masseuse had arrived when she discovered his naked body on the bed.

“We are investigating the possibility of an overdose,” said a police spokesman. The CourierMail quotes NBC as saying that Ledger’s body was found “surrounded by pills.”

Ledger starred in the 2005 movie Brokeback Mountain where he was nominated for the Academy Award and the Golden Globe Award for Best Actor. He also starred in the 2000 movie The Patriot with Mel Gibson.

Ledger is survived by his two-year-old daughter Matilda Rose, by ex-girlfriend Michelle Williams.

Un altro morto sul lavoro, nel silenzio della politica

Inserito in: Annotazioni, Politica

Ennesimo morto sul lavoro, quest’oggi: un operaio che stava lavorando alla manutenzione di un palazzo del ghiaccio, nel bolzanese. Una bombola è esplosa e lui ci ha rimesso la vita.

Ma, a differenza di altri analoghi episodi purtroppo recenti, sulla morte di oggi grava un silenzio assordante. Quello dei politici, di destra e di sinistra, che fino ad un momento fa fingevano di stracciarsi le vesti per posti di lavoro più sicuri e che oggi tacciono, o meglio: parlando d’altro. Già, perché ieri una fetta risibile ma fondamentale della “maggioranza” al Senato ha annunciato di non voler più sostenere il Governo ed è molto più importante trovare un modo per mantenersi attaccati alla poltrona che rilasciare uno straccio di dichiarazione sulla cronaca di oggi.

Così l’operaio di Bolzano, di cui ancora non si conosce neanche il nome, rientra a pieno titolo nella classifica dei “morti sul lavoro di serie B”. E prova che le critiche mosse ieri dal Financial times alla nostra classe dirigente non sono certo peregrine.

Mastella si è dimesso: sarà crisi di Governo?

Inserito in: Politica
Mastella

«Lascio la maggioranza, non c’è più il governo.
È finita, ho scritto una lettera a Prodi
»

(Clemente Mastella, 21 gennaio 2008)

Ronchi (AN): “Prodi rassegni dimissioni”

Casini (UDC): “Crisi inevitabile. Prodi salga al Quirinale”

Berlusconi (FI): “Crisi già evidente nei fatti.
Indispensabile e urgente ridare la parola ai cittadini”

Maroni (Lega): “Prodi si dimetta subito. Niente governi tecnici o istituzionali”

Calderoli (Lega): “Napolitano restituisca il Paese alle urne”

Manuela Palermi (PDCI): “Unica cosa da fare è andare alle elezioni”

Gavino Angius (PSI): “Non inevitabile ciò che è successo”

>>> Alle 21.00 vertice del Partito democratico <<<

Dal sito dell’UDEUR:

E’ finita così, con lui [Mastella, ndr] che s’allontanava tra due ali di folla. Tutti ad abbracciarlo, a baciarlo, anche solo accarezzarlo. Se n’è andato via con grande compostezza. E’ tornato da Sandra, perché lei ora ha bisogno di lui. Si nutre ottimismo per la vicenda giudiziaria.

Nel frattempo, Martin Rhodes, dalle colonne del Financial times, definisce l’Italia il Paese “peggio governato d’Europa”, vittima di una classe politica “iper-pagata” preda dell’”immobilismo”.

* * * Aggiornamento * * *
Il Governo chiederà la fiducia alla Camera dei deputati.

Berlusconi (FI): “Formalismo inutile a meno che non nasconda qualche trappola”

Antiriclaggio: le regole per gli assegni ed il contante cambiano dal 30 aprile 2008

Inserito in: Annotazioni

Il 30 aprile 2008 entrerà in vigore il Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che innova in modo significati­vo la disciplina della lotta al riciclaggio di denaro sporco e alla criminalità economica.

Il limite per il trasferimento di denaro contante, libretti di risparmio ed assegni al portatore passa da 12.500 euro a 5.000 euro. Trasferimenti di importi pari o superiori a 5.000 euro, dunque, potranno essere disposti solo per tramite di bonifici bancari o postali oppure attraverso assegni bancari/circolari non trasferibili.

Com’è ovvio, un’operazione unitaria di importo pari o superiore a 5.000 euro non può essere frazionata in maniera artificiosa in più movimenti di importo in­feriore a 5.000 euro. Per “operazione frazionata” si in­tende “una operazione unitaria sotto il profilo econo­mico, di importo pari o superiore ai limiti stabiliti [...] posta in essere attraverso più operazioni, singolarmen­te inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti di­versi e in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni ferma restando la sussistenza dell’opera­zione frazionata quando ricorrano elementi per rite­nerla tale”.

Importantissime sono le novità circa gli assegni bancari e postali.
Anzitutto, i nuovi carnet di assegni bancari e postali nonché gli assegni circolari, anche se di im­porto inferiore a 5.000 euro, saranno rilasciati al cliente con la clausola di non trasferibilità. Su richie­sta scritta del cliente, è comunque possibile l’emissio­ne di assegni trasferibili di importo inferiore a 5.000 euro previo pagamento di un’imposta di bollo pari ad 1,50 euro per assegno.

Inoltre, gli assegni bancari e postali emessi al­l’ordine del traente (“a me stesso”, “a me medesimo”, “a m.m.” e consimili) potranno esclusivamente essere girati ad una banca o alle Poste per l’incasso. In altre parole, non potranno circolare “al portatore” e dunque essere girati ad un soggetto diverso dal traente.

Infine, gli assegni trasferibili dovranno essere girati con la cosiddetta “girata piena”: il beneficiario dovrà apporre sul retro dell’assegno la propria firma, preceduta dal nome o dalla ragione sociale del nuovo prenditore (ad esempio: Mario Rossi vuole girare a Luigi Bianchi un assegno bancario trasferibile di cui è beneficiario; per fare ciò, sul retro deve scrivere “Per me pagate a Luigi Bianchi” e far seguire tale girata dal­la propria firma). Ciascuna girata, inoltre, deve riporta­re anche il codice fiscale del girante.

I libretti di deposito al portatore, sia bancari sia po­stali, ancora, non potranno avere un saldo superiore a 5.000 euro. Fino al 30 giugno 2009 è possibile estinguere i li­bretti accesi prima del 30 aprile 2008 o, in alternativa, portare il saldo ad un importo inferiore a 5.000 euro.

Inoltre, il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, che sino ad oggi avveni­va senza formalità, dal 30 aprile 2008 dovrà essere co­municato all’emittente (dunque alla banca o all’ufficio postale) entro trenta giorni dal trasferimento. Nella co­municazione, il cedente dovrà comunicare i dati identi­ficativi del cessionario e la data del trasferimento.

Il mancato rispetto delle disposizioni previste dal De­creto comporta una sanzione pecuniaria di importo compreso tra l’1 e il 40% dell’importo trasferito.

Qui è disponibile una scheda (in formato pdf; 40kb) sull’argomento.

Italia.it è stato chiuso: 28mln di euro buttati al vento?

Inserito in: Politica

FrancescoRutelliSe ne è parlato molto, nei mesi scorsi. Mi riferisco al portale Italia.it, nato per presentare al mondo delle bellezze turistiche dell’Italia e unanimemente riconosciuto come uno dei siti più brutti ed inutili della Rete. Valanghe di polemiche si sono concentrate già sul logo scelto per il progetto (qui un interessante file jpg a riguardo) e molti altri elementi di critica sono stati raccolti, addirittura, in un blog dedicato all’argomento; chi ancora non l’avesse visto, apprezzerà sicuramente la visione di questo video, realizzato dal Ministro Rutelli (nella foto) per presentare il progetto agli internauti anglofoni.

Ecco, oggi il Consigliere Ciro Esposito, Capo Dipartimento per l’innovazione tecnologica, ha annunciato che, dopo aver speso 7 dei 45 miliardi stanziati per il progetto (dico: 7 miliardi di euro!), Italia.it è stato chiuso:

Ad ottobre, il Ministro per i Beni culturali con delega al turismo, Francesco Rutelli, disse che il portale non era più funzionale. Noi, di conseguenza, abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l’Ibm era la capofila, era valido fino al 31 dicembre. Dal 1° gennaio abbiamo attivato le procedure di chiusura. Ora si dovrà decidere come procedere.

Sì, perché nessuno si sogna di buttare via (in qualcosa di ben più utile rispetto ad Italia.it) i 38 milioni di euro “avanzati” (e tantomeno qualcuno si prenderà la briga di stabilire se c’è stata negligenza nella spesa già sostenuta, che si è rivelata del tutto inutile. “Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro”, commenta infatti Esposito. E già le Regioni sono sul piede di guerra: “Vogliamo avere i 21 milioni che le Regioni, pur avendo in gran parte approvato i progetti relativi ai contenuti da inserire nel portale non hanno mai ricevuto”, reclama Margherita Bozzano, assessore ligure, responsabile dei contenuti del defunto portale. Capita l’antifona? Il portale non c’è più, né in realtà c’è mai stato. Ma oltre ai 7 milioni già spesi, per altri 21 c’è qualcuno che “batte cassa”…

Povera Italia…

CSM/De Magistris: ingiustizia è fatta

Inserito in: Annotazioni, Politica

Sulla sentenza pronunciata dal Consiglio superiore della Magistratura contro Luigi De Magistris, riporto con piacere questa lettera, pubblicata dalla Rete per la Calabria:

Oggi il Consiglio Superiore della Magistratura, evidentemente appesantito in maniera determinante dalla sua componente politica, con la decisione della sua sezione disciplinare di disporre il trasferimento di sede ed il cambio di funzioni giudiziarie per il dr. Luigi De Magistris ha scritto una delle pagine più dolorose e ingiuste della sua storia.
I componenti del Csm, presieduti dall’ex democristiano avellinese Nicola Mancino, anziché dare un segnale di coraggio e di dignità istituzionale, hanno deciso di chinare il capo pavidamente schierandosi dalla parte dei poteri forti.
Quei poteri che De Magistris aveva inchiodato, per la prima volta nella storia della Calabria, alle loro immonde responsabilità di predoni e responsabili del latrocinio pluridecennale che aveva portato un fiume enorme di denaro nelle loro tasche, facendo scivolare la Calabria sempre più in basso nelle classifiche nazionali per disoccupazione, povertà, disperazione.
Quei poteri forti che tramite alcuni rappresentanti giustamente inquisiti da De Magistris non hanno avuto remore a dire esplicitamente nelle loro losche telefonate che bisognava “farlo fuori”.
E così oggi ingiustizia è fatta.

Incredulità e sgomento sono i primi sentimenti che ci sentiamo di esprimere di fronte alla sentenza della sezione disciplinare del Csm. Questa condanna non solo ha il sapore della beffa, ma ci indigna nel pensare al ghigno di sollievo che nell’ascoltarla avranno avuto i ben noti personaggi pesantemente coinvolti nel sacco della Calabria.
Anche se Luigi De Magistris dovesse aver commesso qualche errore formale, qualche imperfezione burocratica nelle sue procedure, riteniamo che molto più sereno e benevolo doveva essere il giudizio disciplinare, soprattutto in considerazione dell’enorme mole di lavoro svolta, con pochissimi mezzi, da questo giovane magistrato.
Oggi invece questi possibili errori e queste umane imperfezioni sono stati presi, a nostro avviso, a pretesto per comminare una condanna non al metodo, come ci si vuole far credere, ma al merito delle inchieste.
Noi tutti ci stringiamo attorno al dr. De Magistris, gli testimoniamo pubblicamente la nostra stima immutata e lo incitiamo a percorrere tutte le strade possibili per appellare questa iniqua decisione.
Non lo faccia solo per il suo onore, lo faccia per tutti i calabresi onesti e per i centomila cittadini che hanno sottoscritto la petizione a suo favore.

Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo;
Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe;
Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino;
Aldo Pecora, portavoce di “Ammazzateci tutti”;
Emiliano Morrone, direttore resp. “La Voce di Fiore” e autore di “La società sparente”;
Giovanni Pecora, coordinamento “Rete per la Calabria”;
Giorgio Durante, presidente “Calabrialibre”;
Francesco Lo Giudice, Movimento del Sole,
Francesco Saverio Alessio, Ass. Emigrati.it e autore di “La società sparente”;
Francesco Precenzano, presidente “Gens”;
Francesco Siciliano, legale associazioni antimafia calabresi;
Gianfranco Saccomanno, legale associazioni antimafia calabresi e presidente Ass. “Città del Sole”

Perché mi è venuto il voltastomaco?

Inserito in: Annotazioni, Politica

“Non accettiamo il parallelismo tra le vicende del ministro Mastella e quelle di Berlusconi. Non le accettiamo per il comportamento esemplare tenuto da Mastella e per il contenuto delle indagini“. Parola di Rosy Bindi che, sull’applauso dell’aula della Camera di fronte alle accuse lanciate dall’ex Ministro della Giustizia contro la Magistratura, applauso che ha provocato la protesta del Ministro delle Infrastrutture, la Bindi ha commentato: “E’ vero che l’aula ha applaudito, ma lo ha fatto per ragioni diverse. La solidarietà politica e la solidarietà umana non sono la stessa cosa. La solidarietà umana dell’opposizione la accogliamo positivamente; la loro solidarietà politica, invece, non ci interessa e vorremmo che di questa differenza tenga conto anche Di Pietro”.

Sugli applausi de quo, interessante può rivelarsi la lettura dell’editoriale di Riccardo Barenghi, pubblicato l’altroieri dalla Stampa. E per un quadro complessivo su Mastella suggerisco di guardare questo video (per quanto non ami il fare saccente di Travaglio) e di leggere questo divertente (e deprimente) articolo di Mauro Montari.

Cuffaro: un altro che dovrebbe dimettersi (ma non lo farà)

Inserito in: Annotazioni, Politica

Ieri è stata pronunciata la sentenza contro Salvatore Cuffaro, detto “Totò”, imputato presso il Tribunale penale di Palermo per favoreggiamento aggravato e rivelazione di segreti d’ufficio.

I giudici della terza sezione hanno condannato il Governatore della Sicilia a cinque anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici, pur non riconoscendo l’aggravante di aver favorito Cosa nostra. I fatti accertati dalla Magistratura, in soldoni, sono questi: Cuffaro apprende da un ex maresciallo dei Carabinieri, tale Borzacchelli (poi eletto deputato regionale) che il Ros avrebbe installato delle microspie nell’abitazione di tale Guttadauro, boss di Brancaccio. Il salotto di Guttadauro era all’epoca frequentato da tale Miceli, ex assessore comunale alla sanità ed iscritto, come Cuffaro, all’Udc, già condannato ad otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Cuffaro avrebbe informato Miceli dell’esistenza delle “cimici” e questi ne avrebbe dato notizia a Guttadauro, bruciando così l’inchiesta.

Ascoltata la sentenza in aula, il Governatore ha subito precisato che non intende dimettersi: “Sapete tutti, l’ho detto da un anno che mi sarei dimesso soltanto se ci fosse stata l’aggravante [costituita dall'aver favorito, con il proprio comportamento, un'associazione mafiosa]. Da domani mattina ricomincerò a lavorare per la Sicilia perché il governo [siciliano] non può restare ancora in questo stato di impasse”.

Ora… a dir la verità, ad ottobre dell’anno scorso la clausola che subordinava le dimissioni al riconoscimento da parte dei giudici di collusioni con la mafia non c’era, almeno a quanto riportava all’epoca la stampa. Ma è comunque vero che la sentenza non è ancora definitiva, visto che il Governatore ha già preannunciato ricorso in appello e che ricorso potrà essere presentato anche dalla Procura. Dunque è vero che, tecnicamente parlando, Cuffaro può legittimamente proseguire nel suo incarico politico. Ma quello che mi domando è se non sarebbe opportuno, politicamente ed eticamente parlando, rassegnare le dimissioni in casi come questi.

Un Governatore regionale comunque condannato per reati gravi (il favoreggiamento e la rivelazione di segreti d’ufficio) dovrebbe avere il coraggio e l’onestà di dimettersi perché la sua figura politica è stata gravemente macchiata e, per questo, non può più essere “al di sopra di ogni sospetto”, come ogni incarico politico richiede.

Ma sappiamo tutti che questa è poco più di una pia illusione. E che Cuffaro, in compagnia di tanti altri politici che - a livelli differenti - condividono con lui sistuazioni analoghe, resteranno al loro posto fino all’ultimo respiro. Purtroppo.