Se ne è parlato molto, nei mesi scorsi. Mi riferisco al portale Italia.it, nato per presentare al mondo delle bellezze turistiche dell’Italia e unanimemente riconosciuto come uno dei siti più brutti ed inutili della Rete. Valanghe di polemiche si sono concentrate già sul logo scelto per il progetto (qui un interessante file jpg a riguardo) e molti altri elementi di critica sono stati raccolti, addirittura, in un blog dedicato all’argomento; chi ancora non l’avesse visto, apprezzerà sicuramente la visione di questo video, realizzato dal Ministro Rutelli (nella foto) per presentare il progetto agli internauti anglofoni.
Ecco, oggi il Consigliere Ciro Esposito, Capo Dipartimento per l’innovazione tecnologica, ha annunciato che, dopo aver speso 7 dei 45 miliardi stanziati per il progetto (dico: 7 miliardi di euro!), Italia.it è stato chiuso:
Ad ottobre, il Ministro per i Beni culturali con delega al turismo, Francesco Rutelli, disse che il portale non era più funzionale. Noi, di conseguenza, abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l’Ibm era la capofila, era valido fino al 31 dicembre. Dal 1° gennaio abbiamo attivato le procedure di chiusura. Ora si dovrà decidere come procedere.
Sì, perché nessuno si sogna di buttare via (in qualcosa di ben più utile rispetto ad Italia.it) i 38 milioni di euro “avanzati” (e tantomeno qualcuno si prenderà la briga di stabilire se c’è stata negligenza nella spesa già sostenuta, che si è rivelata del tutto inutile. “Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro”, commenta infatti Esposito. E già le Regioni sono sul piede di guerra: “Vogliamo avere i 21 milioni che le Regioni, pur avendo in gran parte approvato i progetti relativi ai contenuti da inserire nel portale non hanno mai ricevuto”, reclama Margherita Bozzano, assessore ligure, responsabile dei contenuti del defunto portale. Capita l’antifona? Il portale non c’è più, né in realtà c’è mai stato. Ma oltre ai 7 milioni già spesi, per altri 21 c’è qualcuno che “batte cassa”…
Povera Italia…





