Sulle pseudomanifestazioni alla Sapienza

Inserito in: Annotazioni, Ipse dixit

Anche a me, di tanto in tanto, quanto afferma il Papa dà un po’ di fastidio. Lo dico senza timore. Tuttavia, se il Papa decidesse di venire ad aprire i lavori della mia assemblea di condominio non solleverei certo polemiche. Mi viene in mente Voltaire:

Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo.

Non la pensano così alcuni docenti e alcuni studenti della Sapienza, che hanno scritto una lunga lettera al Rettore, il professor Renato Guarini, per protestare contro l’invito fatto al Papa di partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico.

Ora: ciascuno la pensi come vuole. Ma trovo francamente sconcertante quanto sta accadendo.

L’Università “La Sapienza” è stata fondata - correva l’anno 1303 - da Papa Bonifacio VIII che, piaccia o no, è uno dei “venerati predecessori” di Papa Ratzinger. Forse coloro che oggi protestano per la “laicità nella ricerca” hanno sbagliato l’università presso cui iscriversi o presso cui insegnare?

E ancora: possibile che uomini di scienza non trovino metodi più seri ed intellettualmente costruttivi di protestare che organizzare iniziative come queste?

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Aggiornamento. Era nell’aria da un po’ ed ora è stata diramata la notizia secondo cui Benedetto XVI avrebbe annullato la sua visita alla Sapienza. Una vittoria, forse, per i “manifestanti”. Una sconfitta, ritengo, sotto il profilo morale e culturale.

Avete mai sentito parlare di Ed Garner?

Inserito in: Amenità, Annotazioni

EdgardnerthumbChe cosa ha a che fare questo giovane ragazzo appena ventenne con un Boing 737, capace di trasportare trecento persone? Ora: alzi la mano chi, da piccolo, non ha sognato almeno una volta di fare il pilota d’aereo. Ecco: anche Ed Garner - questo il suo nome - aveva questo desiderio. Ed è stato capace di trasformarlo in realtà. E così è diventato il più giovane pilota di tutto il Regno Unito, capace di governare da solo un velivolo da quando aveva appena 16 anni (ed io non ero in grado neanche di guidare la macchina…). Leggi altro…

Sui rifiuti napoletani

Inserito in: Annotazioni, Economia, Politica

Sullo scandalo dei rifiuti campani ormai si è già detto e scritto molto. Forse troppo. Sicuramente troppo poco si è fatto e anche il nuovo Commissario straordinario, l’ex Capo della Polizia di Stato, Gianni De Gennaro, pare - al momento - inserirsi nella lunga schiera di funzionari dello Stato che, per i motivi più disparati, non riescono ad affrontare con decisione il problema.

Il 7 gennaio, Romano Prodi aveva garantito una “soluzione in ventiquattro ore”. Chiaramente nessuno gli aveva creduto. Infatti, a distanza di oltre una settimana da allora, nessuna delle discariche provinciali campane (Serre, Sant’Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e Terzigno) è stata ancora riaperta ed ora pare che le tonnellate di munnezza sparse per le strade siano 7mila (continuo a domandarmi, tra l’altro, chi è che fa queste stime…). Si susseguono riunioni, conferenze, vertici, battibecchi tra Governatori regionali, … ma la spazzatura è ancora lì, per le strade, che pure i militari dell’Esercito cercano di ripulire (viviamo in un Paese dove è necessario l’intervento del Genio militare per raccogliere i rifiuti…).

Però il Presidente Bassolino ha ritenuto di dover finanziare, con 245mila euro, un convegno scientifico ed una campagna di comunicazione sulla sostenibilità ambientale (non è uno scherzo: qui è disponibile il testo della deliberazione in pdf), poiché la Regione Campania “intende organizzare un momento di confronto scientifico ed economico con interlocutori istituzionali e testimonial internazionali sulla sostenibilità ambientale” avendo “definito come prioritarie azioni trasversali a sostegno di modelli di sviluppo sostenibile”. D’altro canto, come negare “che la Regione Campania sta avviando molteplici politiche ed azioni d’intervento nel campo della sostenibilità ambientale e che pertanto necessita di momenti di confronto pubblico per applicare modelli di partecipazone collettiva”?

Ora, intendiamoci: i 245mila non sarebbero certo stati significativi per mettere mano al grave disastro dei rifiuti napoletani. Ma, magari, un po’ di buon senso avrebbe portato a fare scelte, di carattere politico, decisamente diverse.

Ma tant’è. Forse Bassolino non sapeva quanto stava succedendo per le strade di Napoli. Forse non aveva sentito le parole pronunciate la primavera scorsa da Guido Bertolaso alla Commissione Ambiente del Senato (”Ci troviamo ad analizzare una situazione che è da Terzo e forse da Quarto mondo, con tutto il rispetto per chi vive nel Terzo e nel Quarto mondo. Siamo a circa 700mila tonnellate di rifiuti che, considerate le condizioni climatiche, non solo di quella Regione ma di tutto il nostro Paese, sarebbe bene prendere e portare via immediatamente”), né quelle di monsignor Carlo Liberati, Vescovo di Pompei (”C’è il rischio di una rivolta civile in Campania”), né quelle rese dal Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, alla Commissione d’inchiesta sui rifiuti il 6 febbraio scorso (”I dati epidemiologici raccolti in alcune zone e le inchieste condotte in Campania mettono in luce un aumento dell’incidenza dei tumori e delle morti collegati alla presenza di enormi settori di rifiuti tossici nascosti. Quindi, dobbiamo contrastare non solo un’attività criminale ma anche un’attività assassina”), né quelle di Giuliano Amato, Ministro dell’Interno (”In Campania molti gruppi camorristici si dedicano all’infiltrazione nel ciclo dei rifiuti, con sempre maggiori capacità tecniche ed operative, avvalendosi del controllo di molte aree interessate a progetti ambientali”).

Così continuano a lavorare le 1.400 discariche abusive gestite per lo più dalla Camorra, la Magistratura continua ad essere latitante, la diossina continua a diffondersi nel terreno e nei cibi e nell’aria, l’immagine di Napoli sta andando a rotoli. Ma nessun politico si è dimesso (lo fece solo Bertolaso, e non era un politico ma un tecnico). E continua a crescere il malcontento tra la popolazione, stufa della solita storia che su tutti i giornali si disquisisce, su cui tutti i politici si scontrano, che tutti vorrebbero risolvere ma che corre il rischio, tra qualche giorno, di essere dimenticata, lasciando alla politica sprecona e sfacciata e alla criminalità organizzata lo spazio per tornare ad operare, in tranquillità e senza scocciature.

Mandi un’essemess

Inserito in: Amenità

Ora… non sarà questo un commento che sconvolgerà l’esistenza di alcuno, ma trovo i nuovi spot della Wind, con Nino Frassica ed Alfredo Cerruti, particolarmente divertenti. Demenziali e geniali al tempo stesso, mi fanno sorgere sempre un sorriso spontaneo. E ce n’è davvero tanto bisogno…

Pubblicità “scandalosa”

Inserito in: Annotazioni, Internazionale

Spero di non urtare la sensibilità di alcuno pubblicando questa foto:

Cartel Sida Francia Censurado 2008010207583507xm1

Si tratta di un manifesto realizzato in Francia nell’ambito di una campagnia contro la diffusione dell’AIDS. Il messaggio invita a tenere in considerazione l’importanza della prevenzione contro questa malattia, visto che ogni giorno quattro uomini omosessuali si scoprono positivi al virus HIV. La campagna è promossa dall’Institut National de Prévention ed d’Education pour la Santé (qui il pdf della versione integrale)
Pubblico questa foto solo perché l’autorità che, Oltralpe, si occupa di pubblicità (il Bureau de vérification de la publicité) ha disposto il ritiro dell’immagine ritenendola “troppo esplicita”. Ora: a me vederla non ha dato scandalo. Trovo, piuttosto, ben più volgare e sgradevole la pubblicità, realizzata dalla BBH per conto dell’industria che produce una nota gomma da masticare, che ha come protagonista uno scoiattolo che spegne un incendio con un disgustoso episodio di meteorismo.

I “tribunalini” italiani: uno spreco di risorse o un presidio di legalità?

Inserito in: 11minuti, Annotazioni, Economia, Politica

Un altro contributo per 11minuti:

Sono sessantatré gli uffici giudiziari italiani di piccole dimensioni e per questo definiti dal Ministero di Grazia e giustizia come “tribunalini”, la cui pianta organica conta meno di quindici giudici. Ciascuno di essi, va da sé, ha la sua Procura della Repubblica, i suoi cancellieri, i suoi uffici di Polizia giudiziaria, il suo piccolo o grande bilancio per i servizi, la gestione e le manutenzioni.

Sparsi in tutta Italia (con le eccezioni di Emilia Romagna e Puglia), i “tribunalini” sono nati per i motivi più diversi, molti dei quali divenuti oramai anacronistici. Un tribunale fu “regalato”, secoli or sono, alla contea di Modica, ad una manciata di chilometri da Ragusa mentre, nonostante i soli trenta chilometri di distanza, sia Voghera sia Pavia hanno un proprio ufficio giudiziario a motivo dei contrasti – ragionevolmente oramai sopiti – tra il Regno di Sardegna ed il Lombardo-Veneto.

Da qualche tempo a questa parte, i “tribunalini” sono oggetto del contendere tra i sostenitori di due scuole di pensiero. Secondo alcuni, infatti, la loro abolizione consentirebbe una riduzione dei (non certo modesti) costi della Giustizia. Secondo altri, invece, essi costituiscono presìdi di una sorta di “giustizia di prossimità”, capace di offrire una risposta rapida ed efficiente al cittadino.

La media italiana è di 584 fascicoli per giudice, cui si contrappongono, ad esempio, le 257 cause mediamente assegnate ai magistrati in forza al Tribunale di Mistretta (ME), sul cui territorio insiste un bacino d’utenza che supera appena le tremilacinquecento unità, o i poco più numerosi fascicoli (283) che giacciono sulle scrivanie dei giudici di Nicosia (EN). Non raggiungono, comunque, la media di 400 pratiche per giudice neanche i Tribunali di Camerino (MC), Sala Consilina (SA), Enna, Gela (CL), Sciacca (AG) e Lanusei (OG).

Anzitutto, va detto che le piccole dimensioni non determinano, automaticamente, tempi brevi. Emblematico è il caso di Voghera: 10 giudici con 476 fascicoli ciascuno. Qui occorrono quattordici mesi per concludere il primo grado di giudizio davanti al giudice penale monocratico, contro i dieci mesi necessari presso il Tribunale di Roma. Il motivo va ricercato nelle difficoltà organizzative cui i “tribunalini” sono costretti: basta la malattia di un magistrato o di un cancelliere, ad esempio, a causare profondi stravolgimenti nella programmazione del lavoro. E così le rapine negli uffici postali, i furti negli appartamenti, piccoli e grandi reati commessi da pubblici amministratori, lo spaccio di sostanze stupefacenti, … necessitano di tempi lunghi per essere accertati. D’altro canto, il Procuratore capo, Aldo Cicala, è rimasto – in compagnia del Presidente del Tribunale, Fabrizio Poppi – senza auto di servizio: il contratto di noleggio è scaduto ad ottobre e non è stato rinnovato. Ed i denari per le spese d’ufficio sono finiti già prima dell’estate.

In altri casi, le piccole dimensioni degli uffici giudiziari risultano comunque eccessive rispetto al carico di lavoro. Come nel caso di Acqui Terme: 6 giudici con 363 fascicoli ciascuno. Zona tranquilla, evidentemente: l’ultimo reato finanziario grave ricordato è una bancarotta che riguardava una Sim. La Procura acquese ha fatto recuperare alle parti lese metà del danno sofferto, complessivamente quantificato in 7mila euro. “Saremmo in grado di reggere anche un carico di lavoro maggiore di quello che c’è. Se ci fosse!”, commenta il Procuratore della Repubblica di Acqui, Maurizio Picozzi. In ogni caso, i tempi medi di decisione superano, anche qui, i ventuno mesi.

Sono numerose, insomma, le ragioni che dovrebbero portare alla chiusura di questi uffici, ragioni di cui il Ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, potrebbe tener conto nel redigere il piano operativo di riordino promesso per la prossima primavera. Il più sarà vedere se, all’epoca, occuperà ancora un posto in via XX Settembre e, nel caso, se non avrà nessuna incombenza più grave cui far fronte. Nel frattempo, il Procuratore della Repubblica di Acqui, grazie alle acque termali che sgorgano nella cittadina, ha risolto il suo problema del colon spastico.

Se il buongiorno si vede dal mattino…

Inserito in: Economia, Politica

… questo 2008 non sarà un anno sereno per il Professore.

Hanno cominciato i sindacati che, risvegliati da un lungo e stupefacente torpore, hanno deciso di alzare la voce. E così Bonanni (Cisl): “Confermiano che nella seconda decade di gennaio o abbiamo risultati, un’andatura già definita e stabilita della partita oppure andremo a un’iniziativa generale sindacale”, che puoi vuol dire “sciopero”. Ed Epifani (Cgil): “Non si può più aspettare. Occorre finalmente affrontare i temi dei redditi, dei salari e della sicurezza sul lavoro, temi che non possono più attendere” e che dunque, a suo avviso, sino ad oggi sono rimasti fuori dall’agenda politica dell’Esecutivo.

Poi ci ha messo del suo anche Franca Rame (L’Unione) che, parlando ai microfoni di Radio Anch’io, ha anticipato - invero non per la prima volta - la sua intenzione di dimettersi da senatrice a causa di “una situazione di inutilità e pesantezza”.

Ormai sono in tanti a sentire aria di elezioni in giro…

Test psicologico

Inserito in: Amenità, Annotazioni

Sono questi ancora giorni di festa e di tempo libero ce n’è un po’ più del solito. Forse con questo alibi mi sono cimentato in questo (forse troppo lungo) test psicologico. Che così ha sentenziato:

Orientamento Funzione dominante Funzione d’appoggio Funzione terza Funzione inferiore Tendenza
Introverso Sentimento Sensazione Intuizione Pensiero Giudicante
Grande affidabilità, realismo e lealtà sono le tre parole che caratterizzano questo tipo introverso-sentimento. E’ molto concreto e pragmatico e sa portare a termine nel modo giusto (anche se personale) le cose che deve fare. Non ama le novità ed ha una marcata insofferenza nei confronti dei cambiamenti. Si adatta molto bene alla routine. Ha una straordinaria capacità di prestare attenzione a quello che avviene nel presente: non è un sognatore o una persona particolarmente fantasiosa. Ha generalmente una memoria eccellente, in particolare per i fatti che sono riconducibili alle persone. Può essere una vera e propria banca-dati vivente! Ha una scala di valori ben differenziata che gli consente di valutare con saggezza le situazioni e i comportamenti della gente. E’ una persona dotata di calore personale, gentile e generosa. Se ha la possibilita di farlo, cerca di aiutare gli altri, sempre in maniera concreta e non a parole. Attribuisce una grande importanza all’armonia tra le persone. Detesta doversi scontrare con qualcuno e pur di non farlo si sforza di essere accomodante. Gli altri possono a volte trarre ingiustamente vantaggio da questo suo atteggiamento. E’ comunque tollerante finché non vengono messi in discussione i suoi valori fondamentali. Superato quel punto diventa rigido ed è praticamente impossibile smuoverlo dalle sue posizioni. La sua funzione inferiore è il pensiero. Non è particolarmente interessato da un approccio analitico, freddo e impersonale, così come non è portato ai ragionamenti astratti che hanno uno scarso contenuto di elementi solidi e concreti. E’ una persona logica e razionale ma preferisce indirizzare queste qualità su fatti concreti. Si trova a disagio se deve affrontare problemi nuovi o se deve elaborare degli scenari futuri. Non si fida dell’intuito o delle ispirazioni. Questa diffidenza e l’ansia per il futuro possono paradossalmente portarlo a prestare ascolto soltanto alle intuizioni negative, portandolo ad avere un atteggiamento pessimista nei confronti delle novità e del cambiamento. Ama la natura ed è spesso abile nei lavori manuali. Preferisce stare in ambienti familiari. Molto legato alla sua casa. Sul piano del lavoro, oltre alla grande affidabilità, è molto leale nei confronti del gruppo o dell’organizzazione per la quale lavora. Cerca di favorire la squadra anziché voler emergere a detrimento degli altri.