Secondo la “piramide di Peter”, in una organizzazione gerarchica più alto è il grado, più cresce l’incompetenza.
Per David Bolchover la realtà è ancora più preoccupante. Nel suo The living dead, il manager prestato alla saggistica sostiene che nelle piccole aziende si lavora duro, anche senza qualifiche dirigenziali, e lo stipendio sale. Salendo, poi, in strutture più grandi, si acquisisce il livello di direttore di divisione, si lavora di meno e lo stipendio è alto. In aziende ancora più grandi, la mole di lavoro diminuisce ed aumenta lo stipendio.
A parte la provocazione di Bolchover, in molte aziende, comunque, si lavora davvero poco. Trovano sempre il proprio spazio sia gli imboscati, sia i depressi ed i frustati, nel cui animo la motivazione di inizio incarico lascia presto il posto al disimpegno.
Secondo alcuni, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna il 20% della forza lavoro delle aziende medio-grandi è “attivamente disimpegnato”. Il 15% naviga in Internet per motivi personali.
Occorre ridare senso al lavoro, rilanciare la partecipazione, introdurre incentivi di produzione, adottare pratiche meritocratiche trasparenti, investire sui quadri. Perché il problema (di grave problema si tratta) non appartiene solo alla sfera del pubblico impiego.




