Ammontano ad una cifra stimata tra i 10 e i 15 miliardi di euro: sono i cosiddetti “conti dormienti”, ovvero quei depositi (conti correnti bancari o postali, libretti di risparmio, titoli obbligazionari o azionari o di Stato, contratti assicurativi) che non sono più movimentati da oltre dieci anni e che hanno un saldo superiore a 100 euro.
Entro ieri, le banche, gli intermediari e le assicurazioni hanno dovuto inviare ai titolari dei “conti dormienti” una comunicazione, con la quale il destinatario è invitato ad effettuare un’operazione, o comunque a farsi vivo. Il tenore della lettera, spedita a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, è più o meno il seguente:
Egregio signor Tizio Caio,
la informiamo che il Suo conto presso la nostra banca da dieci anni non registra alcuna movimentazione e che se entro 180 giorni dal ricevimento della presente raccomandata non avremo sue comunicazioni, le somme depositate saranno devolute ad un apposito fondo, istituito per legge in favore dei risparmiatori che hanno subito frodi finanziarie.
Il titolare del conto, dunque, ha tre mesi di tempo per “risvegliarlo”. Lo potrà fare, ad esempio:
- richiedendo un blocchetto di assegni
- richiedendo un aggiornamento contabile
- richiedendo una copia di qualsiasi documentazione bancaria
- comunicando la variazione del proprio indirizzo di residenza
- comunicando espressamente la volontà di voler continuare il rapporto
Attenzione! Non evitano la dormienza:
- l’accredito di un bonifico da parte di terzi
- l’addebito di utenze domiciliate
- altre operazioni automatiche (come, ad esempio, i RID)
- la scadenza ultradecennale di un titolo contenuto nel dossier titoli non movimentato
- la mancata movimentazione dei depositi soggetti a tacito rinnovo.
Trascorso il termine di 180 giorni, i depositi non movimentati saranno trasferiti ad un Fondo (gestito da una commissione nominata dal Ministero dell?Economia) cui si attingerà per i risarcimenti a favore delle vittime dei crack finanziari o per la stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione.
Entro il 31 marzo di ogni anno, poi, le banche e gli intermediari finanziari dovranno fornire al Ministero dell’Economia una lista dei rapporti dormienti. La lista sarà pubblicata, a spese dei titolari, sul sito del Ministero e su un quotidiano nazionale.






18 Febbraio 2008 alle 20:42
ciao simone
e scusa ritardo, ma la connessione in questi giorni mi tira brutti scherzi. passo per salutarti e ringraziarti del passaggio da me, sperando di risolvere quanto prima i problemi con questo diamine di computer. in modo da farti visita con la stessa continuità di prima.
un abbraccio, GB
20 Febbraio 2008 alle 18:57
Carissimo Simone, come sempre il tuo blog è una fonte di informazioni di straordinario interesse! Beh, 10-15 miliardi sono una somma piuttosto alta, quasi quanto l’ultima finanziaria del fu Prodi II. Nobile l’intento di risarcire le vittime delle frodi, ma se questo tesoretto venisse invece impiegato nell’altrettanto nobile “risanamento” dei terremotati conti pubblici italiani? Insomma, non possiamo pretendere di prendere altri soldi ai cittadini, quindi perché non usare quelli latenti per rimediare alle scellerate politiche finanziare di chi, negli ultimi tempi, ci ha rappresentati nei vari palazzi romani?
25 Febbraio 2008 alle 16:48
ciao Simone e scusa ancora la scocciatura.
il mio computer penso sia rinsavito, ma ancora non ne sono certo… per sicurezza passo anche qua. anche perchè sono riuscito a metterti tra i link.
non so come, ma ci son riuscito.
e va già bene così.
a presto!
GB
27 Febbraio 2008 alle 12:10
@ Giambattista. Il mio professore di informatica, alle superiori, diceva che tra l’uomo e la macchina deve sempre vincere l’uomo. Non sempre è cosi! Comunque in bocca al lupo per il tuo computer! Tra l’altro: hai mai pensato di passare ad un Mac?
@ Stefano Maria. Sei sempre troppo buono. Sulla destinazione di questo fondo non so. Ma forse usare danari “dimenticati” per sanare il deficit pubblico può non essere una mossa politicamente adeguata. L’idea del sostegno alle vittime di crac finanziari può essere buona: il più sarà vedere come andrà a finire, all’atto pratico!
23 Luglio 2008 alle 23:53
Se possibile vorrei sapere se le liste degli attuali conti dormienti sone pubblicate da qualche parte
Grazie
26 Luglio 2008 alle 20:34
Non mi risulta che ci sia un elenco di tutti i rapporti dormienti soggetti alla normativa descritta in questo post. So, però, che gli istituti di credito stanno via via pubblicando l’elenco dei propri conti non movimentati da più di dieci anni. Ad esempio BNL-BNP Paribas ha messo a disposizione questa pagina.