Succede anche questo in Italia: che a delle vigilesse sia impedito di eseguire controlli sui venditori ambulanti extracomunitari. Questo è infatti il contenuto di un ordine di servizio firmato dal Comando XVII Gruppo della Polizia municipale di Roma (quello che ha competenza sull’area circostante il Vaticano, per intenderci), con il quale si impone alle agenti di evitare di compiere controlli sui “vuccumprà” musulmani per evitare - si legge - “la ben nota ostilità degli extracomunitari di origine islamica nei confronti delle donne”.
Difficile valutare positivamente un provvedimento del genere, che di fatto favorisce la impunità di immigrati spesso clandestini che esercitano abusivamente il commercio vendendo prodotti contraffatti che alimentano la criminalità organizzata.
Aspettiamoci comunque altri provvedimenti dall’Amministrazione capitolina, alla quale sommessamente suggeriamo di modificare l’uniforme delle agenti, prevedendo per loro l’uso del burqa, ad esempio. E magari adottanto analogo provvedimento anche per le autiste di autobus, tram e metro; e per le operatrici ecologiche; e magari per tutte le pubbliche dipendenti. Non vorremo mica scontrarci con la “ben nota ostilità degli extracomunitari di religione islamica nei confronti delle donne”?












