Ha un amministratore delegato (Valerio Vaglio), un presidente (Francesco Pizzo), un cda, un centinaio di dipendenti: è la MistralAir, la compagnia aerea controllata da PosteItaliane. Nata nel 2002, fu acquistata dalla Tnt per volere dell’allora ad di Poste, Corrado Passera. Per l’acquisizione, la società che gestisce (dovrebbe gestire?) la distribuzione della corrispondenza in Italia ha sborsato qualcosa come 10 milioni di euro.
In realtà, però, la MistralAir non hai mai funzionato. Poco dopo l’acquisto, Passera ha lasciato la poltrona e a chi ha preso il suo posto l’idea della compagnia non è mai piaciuta. Così sono passati sei anni.
La MistralAir può oggi fare affidamento su una flotta composta da velivoli belli e grandi: tre Boeing 737 e due Bae 146 della British Aerospace. Ai due Bae non è ancora stata cambiata nemmeno la livrea (volano ancora con i colori arancioni della Tnt, che peraltro è società concorrente rispetto a PosteItaliane). I tre Boeing sono impegnati in tre servizi diversi: uno vola da Roma a Palermo per la Sda (sempre gruppo PosteItaliane); il secondo trasporta passeggeri con base a Malpensa ma non è utilizzato come cargo per la corrispondenza; solo il terzo è impegnato per il trasporto postale anche se vola su una tratta decisamente non strategica (Roma - Sardegna, e ritorno). Non mancano, inoltre, i volti MistralAir per il trasporto di pellegrini a Lourdes o a Czestochowa o sul Monte Sinai, in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi.
Questo significa che il trasporto aereo non serve alle Poste? Sembrerebbe di no, visto che la società si avvale, per il trasporto della corrispondenza, di oltre 130 voli settimanali. Voli che le sono venduti da Alitalia ed Air One…




