Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

Inserito in: Annotazioni, Poesia

A Roma, al Pigneto, un gruppo di delinquenti ha aggredito un extracomunitario originario del Bangladesh. Sabato un deejay è stato aggredito perché omosessuale

Martin Niemöller scriveva:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare

Aggiornamento. Avevo attribuito, inizialmente, questo bravo a Brecht. Laura, in un suo commento a questo post, mi ha corretto: i versi sono stati scritti da Niemöller. Mi scuso per l’errore.

Si è dimesso Massimo Romano, Direttore dell’Agenzia delle entrate

Inserito in: Economia, Politica

Con un breve comunicato stampa diramato dal Settore Comunicazione Istituzionale dell’Agenzia delle entrate è stata diffusa la notizia delle dimissioni del Direttore Massimo Romano.

Secondo l’ufficio stampa, attendere il decorrere dei 90 giorni previsti dalla norma sullo spoil system

avrebbe messo a rischio il raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2008. La decisione, dunque, vuole anzitutto salvaguardare e rafforzare l’azione dell’Agenzia impegnata a migliorare i significativi risultati raggiunti nel 2007 sia sul fronte del contrasto all’evasione che del miglioramento dei servizi ai contribuenti. 

ll Direttore Romano era stato recentemente indagato dalla Procura di Roma per violazione della normativa sulla privacy, a seguito della pubblicazione on-line sul sito dell’Agenzia degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi relative all’anno 2005.

In attesa della nomina del nuovo Direttore, la reggenza dell’Agenzia sarà affidata, già da lunedì prossimo, dal Direttore del Settore Accertamento, Villiam Rossi.

Anch’io socio ACTA

Inserito in: Comunicazioni, Lavoro

Oggi il Consiglio direttivo dell’Associazione Consulenti Terziario Avanzato ha accettato la mia domanda di iscrizione.

Perché è giusto detassare gli straordinari

Inserito in: Economia, Politica

Sono passati dieci anni da quando la Francia introdusse una radicale riforma dell’orario di lavoro: l’approvazione delle 35 ore sancì la vittoria di una battaglia sindacale condotta all’insegna del motto “Lavorare meno e lavorare tutti“.

Nessun Paese europeo ha seguito la Francia. In Germania, ad esempio, gli accordi sindacali sono stati ispirati al principio secondo cui è bene “Lavorare di più e lavorare tutti“. E questo è l’adagio che sembra ispirare l’intenzione del Governo di avviare un processo che porti ad una graduale detassazione del lavoro straordinario.

Un provvedimento di questo tipo non si poggia solo sulla necessità di migliorare la flessibilità aziendale, che hanno bisogno di strumenti snelli per far fronte ad un mercato sempre più agguerrito. La detassazione degli straordinari trova terreno fertile anche nella volontà di accrescere la partecipazione dei dipendenti alle sorti dell’azienda, favorire la diffusione in loro della convinzione che il lavoro è anzitutto un’opportunità per rafforzare, attraverso ogni singola impresa, l’intera economia, il “sistema-Paese”.

Vedremo come andrà a finire…

Quando serve il viceministro

Inserito in: Annotazioni, Politica

Leggo con interesse questo commento, pubblicato a pagina 8 dell’edizione di ieri del Sole-24 Ore:

Va dato atto a Silvio Berlusconi di aver messo in piedi un Governo snello e di aver compiuto difficili razionalizzazioni rispetto al precedente Esecutivo. Resta aperto, però, il nodo dei viceministri: se è giusto continuare a non cedere alla tentazione di moltiplicare poltrone, soprattutto se superflue, bisogna fare altrettanta attenzione a non depotenziare strutture ministeriali di fondamentale importanza per la nostra economia. Il riferimento va soprattutto al Commercio estero, che negli anni scorsi ha messo in piedi una macchina certamente utile alle imprese per competere sui mercati internazionali.

Per continuare e sviluppare ulteriormente quell’azione un sottosegretario non basta certamente. Sul piano diplomatico, per trattare con i ministri di altri Stati, occorre una figura che possa fregiarsi del titolo di ministro, anche se junior. Affidare il Commercio estero a un sottosegretario potrebbe essere scambiato, da fuori, per un segnale di disattenzione alle nostre imprese e alla nostra economia. E non è proprio questo il momento.

Travaglio attacca Schifani: la cosa non mi stupisce…

Inserito in: Politica

Si è parlato molto, tra ieri ed oggi, delle dichiarazioni di Travaglio rilasciate ieri a Che tempo che fa. Nell’intervista con Fabio Fazio, Travaglio ha rammentato le “amicizie” di Renato Schifani, recentemente eletto Presidente del Senato, con un mafioso. Ritengo che Travaglio si riferisse a Nino Mandalà. V’è da dire, a riguardo, che Schifani era socio di Mandalà nella Siculabrokers e che Mandalà è stato condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni a distanza di quasi vent’anni dalla costituzione di Siculabrokers. Ma, chiaramente, non è di questo che intendo parlare (anche perché Travaglio ha tra i suoi meriti quello di essere particolarmente documentato e sa sicuramente mille cose più di me sulla storia di Schifani, di Mandalà, della Siculabrokers e di ogni accidente di questo Paese).

In realtà, non sopporto Travaglio (e dunque ammetto di essere prevenuto ogni volta che lo ascolto o lo leggo) perché trovo difficilmente sopportabile la sua spocchia, la sua aria da primodellaclasse. E a queste caratteristiche - che certo non trovo commendevoli - ieri sera ha aggiunto anche la villania e la maleducazione. Mi riferisco a questo passaggio della sua intervista:

E’ molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello Stato perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana. E uno si rende conto [...] che una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, ehm… Merzagora, Parri, Pertini, Nenni… che ne so? Possiamo fare una lunga lista. Fanfani… Cioè, uno vede tutta la trafila e poi arriva e vede Schifani. C’è un elemento di originalità. La seconda carica dello Stato: Schifani. [...] No, mi domando chi sarà quello dopo, in questa parabola a precipizio. Cioè, dopo c’è solo la muffa probabilmente, il lombrico, come forma di vita residua. [...] Dalla muffa si ricava la penicillina quindi era un esempio sbagliato.

Credo che, almeno questa volta, Travaglio abbia fatto pipì fuori dal vaso. Schifani potrà non essere simpatico ma non possiamo dimenticarci - ed il Nostro ce l’ha vividamente ricordato - che stiamo parlando della seconda carica dello Stato, alla quale ritengo debba comunque portarsi rispetto. Poi se qualcuno ha notizie di collusioni di Schifani con la Mafia le rappresenti alla Magistratura, che indagherà e se del caso condannerà. Di processi mediatici, in cui peraltro l’imputato è involontariamente contumace, non abbiamo proprio bisogno.

Ieri sera Travaglio mi ha fatto un regalo: mi ha dato un altro motivo per non nutrire alcuna simpatia nei suoi confronti.

Sulla vicenda:

  • Claudio Cappon (DG Rai): è un episodio “deprecabile” e il suo comportamento è “inescusabile
  • Fabio Fazio: “Non posso che scusarmi”
  • Renato Schifani: “Si tratta di fatti inconsistenti e manipolati, che non hanno dignità di generare sospetti. La verità è che qualcuno vuole minare il dialogo e il confronto costruttivo che ha caratterizzato l’inizio di questa legislatura”
  • Maurizio Gasparri: “Le offese al presidente del Senato Schifani troveranno la giusta risposta nelle sedi giudiziarie. Ma il problema investe i vertici della Rai e in particolare il direttore generale il cui mandato per fortuna cessa tra venti giorni per la scadenza di legge. La vergognosa utilizzazione diffamatoria della Rai non può proseguire”
  • Anna Finocchiaro: “Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del Presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio”
  • Antonio Di Pietro: “Solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti”

Aggiornamento. Sull’argomento segnalo questo post dell’amico Domenico.

Dedicato ad Aldo Moro

Inserito in: Ipse dixit, Politica, Video

Quando si dice la verità, non bisogna dolersi di averla detta: la verità è sempre illuminante.

Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916 - Roma, 9 maggio 1978)

Il nuovo Governo

Inserito in: Politica

Hanno giurato ed hanno già partecipato alla prima riunione del nuovo Governo: sono i Ministri del Berlusconi IV.

Affari Esteri: Franco Frattini (Roma, 1957)

Ambiente: Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 1966)

Beni e attività culturali: Sandro Bondi (Fivizzano, 1959)

Difesa: Ignazio La Russa (Paternò, 1947)

Economia: Giulio Tremonti (Sondrio, 1947)

Giustizia: Angelino Alfano (Agrigento, 1970)

Infrastrutture: Altero Matteoli (Cecina, 1940)

Istruzione: Mariastella Gelmini (Leno, 1973)

Interni: Roberto Maroni (Varese, 1955)

Lavoro e salute: Maurizio Sacconi (Conegliano, 1950)

Politiche agricole e forestali: Luca Zaia (Conegliano, 1968)

Sviluppo economico: Claudio Scajola (Imperia, 1948)

Affari regionali (senza portafoglio): Raffaele Fitto (Maglie, 1969)

Attuazione del programma (senza portafoglio): Gianfranco Rotondi (Avellino, 1960)

Pari opportunità (senza portafoglio): Mara Carfagna (Salerno, 1975)

Politiche comunitarie (senza portafoglio): Andrea Ronchi (Perugia, 1955)

Politiche giovanili (senza portafoglio): Giorgia Meloni (Roma, 1977)

Pubblica amministrazione e innovazione (senza portafoglio): Renato Brunetta (Venezia, 1950)

Rapporti con il Parlamento (senza portafoglio): Elio Vito (Napoli, 1960)

Riforme (senza portafoglio): Umberto Bossi (Cassano Magnago, 1941)

Semplificazione normativa (senza portafoglio): Roberto Calderoli (Bergamo, 1956).

Non ho certo le competenze per commentare le scelte di Berlusconi. Mi limito ad alcune personali e modeste considerazioni.

La prima: della Carfagna Ministro potevamo fare senza dubbio a meno. Lei è quella che ha parlato di “gay costituzionalmente sterili” e si occuperà delle “Pari opportunità”. Qualche boccone amaro deve pur essere ingoiato.

Particolarmente lieto, invece, sono per la nomina di Brunetta all’Innovazione. Ha sicuramente le carte in regola per lavorare bene e mi sta anche simpatico.

Calderoli, invece, mi sta un po’ meno simpatico ma gli è stato affidato un dicastero, quello della Semplificazione (novità di questo Governo) al quale credo sia giusto, doveroso, improcrastinabile mettere mano con decisione. Un lavoraccio, di cui il Paese ha un bisogno terribile.

Da ultimo: ho sempre odiato il “Ministero per l’attuazione del programma“, che trovo assolutamente pleonastico. Coerente, però, l’affidamento dell’incarico a Rotondi, che ha rotto tanto le scatole per un posto da Ministro ed ha avuto quello più inutile e insignificante.

N.B.: L’elaborazione grafica riportata in questo post è tratta dal blog di Daw.

I am what I am

Inserito in: Annotazioni, Video

Trovo strepitoso il testo di questa canzone e pregevole la sua interpretazione in questo video. Si tratta di I am what I am. La donna che canta è Shirley Bassey.

I redditi in Rete? Il Garante dice no. E nel mondo…

Inserito in: Annotazioni, Economia, Politica

Torno, brevemente, sulla vicenda della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi 2005 da parte dell’Agenzia delle entrate. Per due motivi.

Il primo è che, ieri, sull’episodio si è espresso il Garante per la privacy, la cui decisione non lascia spazio ad ambiguità:

1) a conferma della sospensione della pubblicazione degli elenchi nominativi per l’anno 2005 dei contribuenti che hanno presentato dichiarazioni ai fini dell’imposta sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto [...] inibisce all’Agenzia di: a) diffondere ulteriormente in Internet detti elenchi con le modalità che il presente provvedimento ha stabilito essere in contrasto con la disciplina di settore attualmente vigente; b) diffonderli in modo analogo per i periodi di imposta successivi al 2005, in carenza di idonea base normativa e della preventiva consultazione del Garante;

2) manda all’ufficio di contestare all’Agenzia, con contestuale provvedimento, la violazione amministrativa per l’assenza di un’idonea e preventiva informativa ai contribuenti interessati;

3) dispone che l’ufficio curi la più ampia pubblicità del presente provvedimento [...] al fine di rendere edotti coloro che hanno ottenuto i dati dei contribuenti provenienti, anche indirettamente, dal sito internet dell’Agenzia, della circostanza che essi non possono continuare a metterli in circolazione stante la suesposta violazione di legge e che tale ulteriore messa in circolazione configura un fatto illecito che, ricorrendo determinate circostanze, può avere anche natura di reato.

Insomma: l’iniziativa delle Entrate (e dunque di Visco) è stata bocciata senza possibilità d’appello. E nel frattempo, le Procure di Roma e di Catania hanno aperto un’inchiesta. Secondo voi cadrà qualche testa? Io ritengo proprio di no, se ho imparato a conoscere il mio Paese.

Il secondo è che mi sono informato sul regime di pubblicità di tali informazioni all’estero, visto che a riguardo si sono sentite le tesi più diverse. Questo è il quadro della situazione, per quanto ne so.

In Belgio non è consentita la pubblicazione: l’amministrazione fiscale invia i dati della liquidazione ai singoli contribuenti per lettera (ed il contenuto è, dunque, tutelato dalla segretezza della corrispondenza). Esiste una procedura standard che prevede un accesso individuale a queste informazioni. Le decisioni/sentenze in materia tributaria sono pubblicate, generalmente, senza indicare i nominativi degli interessati.

In Finlandia la pubblicazione su Internet è consentita ma l’accesso ai dati avviene a seguito di registrazione.

In Germania e in Ungheria la pubblicazione di dati tributari su Internet è vietata.

In Irlanda la pubblicazione di dati tributari su Internet è vietata, a meno che non si rilevino casi di evasione, per i quali è ammessa la pubblicazione del nominativo dell’evasore, anche in Rete.

In Norvegia la pubblicazione dei consuntivi fiscali su Internet è ammessa dalla legge, pur con numerose restrizioni (quali, ad esempio, il limite temporale di accesso). Non mancano, tra l’opinione pubblica, voci di dissenso sull’attuale normativa a riguardo.

In Portogallo, come in Irlanda, la pubblicazione dei dati tributari in Rete è vietata, con l’eccezione degli evasori, in relazioni ai quali sono pubblicate generalità e fascia di reddito presunta.

Nel Regno Unito la pubblicazione non è ammessa. In base alla normativa sulla trasparenza, i dati possono essere ottenuti a seguito di una richiesta individuale.

In Slovenia la pubblicazione non è ammessa in nessun caso, trattandosi di informazioni coperte dal segreto fiscale.

In Spagna la pubblicazione dei dati tributari non è ammessa. Il singolo contribuente può controllare in Rete le proprie informazioni. Gli evasori possono essere indicati nominalmente, ma solo se non è stato possibile notificare loro il provvedimento dell’agenzia fiscale.

Negli Stati Uniti non è ammessa la pubblicazione. L’accesso ai dati è consentito solo ad alcune società (banche ed assicurazioni, per lo più). Per la generalità dei contribuenti è ammesso l’accesso limitato ai soli crediti di imposta per le agevolazioni.

In Svezia non è consentita la pubblicazione. Disponibile, a pagamento, l’annuario dei contribuenti, con i rispettivi redditi.