Hanno giurato ed hanno già partecipato alla prima riunione del nuovo Governo: sono i Ministri del Berlusconi IV.

Affari Esteri: Franco Frattini (Roma, 1957)
Ambiente: Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 1966)
Beni e attività culturali: Sandro Bondi (Fivizzano, 1959)
Difesa: Ignazio La Russa (Paternò, 1947)
Economia: Giulio Tremonti (Sondrio, 1947)
Giustizia: Angelino Alfano (Agrigento, 1970)
Infrastrutture: Altero Matteoli (Cecina, 1940)
Istruzione: Mariastella Gelmini (Leno, 1973)
Interni: Roberto Maroni (Varese, 1955)
Lavoro e salute: Maurizio Sacconi (Conegliano, 1950)
Politiche agricole e forestali: Luca Zaia (Conegliano, 1968)
Sviluppo economico: Claudio Scajola (Imperia, 1948)
Affari regionali (senza portafoglio): Raffaele Fitto (Maglie, 1969)
Attuazione del programma (senza portafoglio): Gianfranco Rotondi (Avellino, 1960)
Pari opportunità (senza portafoglio): Mara Carfagna (Salerno, 1975)
Politiche comunitarie (senza portafoglio): Andrea Ronchi (Perugia, 1955)
Politiche giovanili (senza portafoglio): Giorgia Meloni (Roma, 1977)
Pubblica amministrazione e innovazione (senza portafoglio): Renato Brunetta (Venezia, 1950)
Rapporti con il Parlamento (senza portafoglio): Elio Vito (Napoli, 1960)
Riforme (senza portafoglio): Umberto Bossi (Cassano Magnago, 1941)
Semplificazione normativa (senza portafoglio): Roberto Calderoli (Bergamo, 1956).
Non ho certo le competenze per commentare le scelte di Berlusconi. Mi limito ad alcune personali e modeste considerazioni.
La prima: della Carfagna Ministro potevamo fare senza dubbio a meno. Lei è quella che ha parlato di “gay costituzionalmente sterili” e si occuperà delle “Pari opportunità”. Qualche boccone amaro deve pur essere ingoiato.
Particolarmente lieto, invece, sono per la nomina di Brunetta all’Innovazione. Ha sicuramente le carte in regola per lavorare bene e mi sta anche simpatico.
Calderoli, invece, mi sta un po’ meno simpatico ma gli è stato affidato un dicastero, quello della Semplificazione (novità di questo Governo) al quale credo sia giusto, doveroso, improcrastinabile mettere mano con decisione. Un lavoraccio, di cui il Paese ha un bisogno terribile.
Da ultimo: ho sempre odiato il “Ministero per l’attuazione del programma“, che trovo assolutamente pleonastico. Coerente, però, l’affidamento dell’incarico a Rotondi, che ha rotto tanto le scatole per un posto da Ministro ed ha avuto quello più inutile e insignificante.
N.B.: L’elaborazione grafica riportata in questo post è tratta dal blog di Daw.
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9 Maggio 2008 alle 16:36
Ciao Simo
Faccio anche io alcune considerazioni
Condivido brunetta magari allo “sviluppo economico”e mi piace pure Tremonti spero non sara’imbrigliato troppo dalla ue.
Il resto delle nomine sono una naturale spartizione delle poltrone, non conosco particolari competenze dei ministri in particolare Bondi.Credo che il cavaliera senza i problemi di giustizia avra’ tempo per una discreta legislatura.
9 Maggio 2008 alle 16:46
Ciao Antonio!
Non tutte le nomine, a mio avviso, sono esito della naturale spartizione delle poltrone. Frattini ha alle spalle una lunga esperienza comunitaria che lo rende qualificato per la Farnesina; Sacconi è già stato Sottosegretario al Lavoro; Alfano è un avvocato; Zaia è un agronomo. Poi alcune nomine, come detto, mi lasciano in effetti perplesso. Staremo a vedere. I politici non possono che essere valutati sulla base dei risultati ottenuti…
9 Maggio 2008 alle 18:51
Tralasciando i miei personali pensieri sul governo (parlando di Berlusconi sul mio blog sono notoriamente POV), ti segnalo che in un articolo recente ho fatto qualche statistica di questo nuovo governo, e devo dire che sono rimasto un po’ perplesso per delle a mio avviso evidenti patologie; magari, se ti è possibile, mi piacerebbe avere un’opinione su di esse.
Intanto, devo dirti che mi trovi completamente d’accordo sulla Carfagna, su Rotondi e relativo ministero (la cui creazione - anche in governi passati -è un insulto all’intelligenza degli italiani). Brunetta non lo conosco. Di Tremonti, dal basso della mia competenza economica, devo dire che avrei una buona opinione, se non fosse che vuol fare le cose giuste nel modo sbagliato (direi anche scellerato).
Quanto a Calderoli, ti giro la segnalazione che mi ha fatto valepert, ovvero questo articolo della BBC, che ha anticipato un mio sospetto: che il ministero dato a Calderoli, sia stato creato ad hoc per farlo sedere in CdM nel tentativo di non scontentare i Paesi arabi:
“They just invented a new ministry without portfolio to get him [Roberto Calderoli] into cabinet without giving him anything delicate”.
9 Maggio 2008 alle 19:05
Appena posso, Tooby, passo senz’altro da te a leggere (e commentare) i tuoi pensieri. Nel frattempo:
* è già noto che non ho votato per l’attuale maggioranza; questo solo per dire che non ho nessuna intenzione di difendere a spada tratta l’operato del governo, per il quale auspico comunque il raggiungimento dei migliori traguardi, nell’interesse del Paese
* non so se Calderoli sia senza portafoglio per non urtare la sensibilità dei Paesi arabi, anche se francamente l’ipotesi non mi convince granché. Peraltro sai tanto quanto me qual è la differenza tra i ministeri con e quelli senza portafoglio e non sono convinto che le deleghe attribuite al leghista siano “anything delicate”. Al contrario, ritengo che l’incarico che gli è affidato sia particolarmente importante per il corretto sviluppo e la crescita del “sistema-Italia”.
In ogni caso, passerò presto a trovarti!
11 Maggio 2008 alle 19:30
Grazie a CamelotDestraIdeale, scopro questo delizioso ritratto del giuramento dei nuovi Ministri vergato dalle mani sapienti di Gabriele Polo, direttore del Manifesto. Scrive il Nostro: “Eccoli pronti. A giurare sorridendo, a stringersi in foto di gruppo, a parlottare felici. Nell’interesse esclusivo della nazione. Saranno loro, con portafoglio e senza, con vice e sottosegretari, a tradurre in governo il rancoroso voto che ha prodotto il Berlusconi IV. In un’abbinata di biografie e incarichi che materializza lo sprofondo in cui si specchia il paese“. E ancora: “La cultura nazionale godrà delle poesie in rima baciata di Sandro Bondi e se ai più giovani la cosa dovesse sembrare desueta ci penserà il sabato fascista di Giorgia Meloni a offrire uno sfogo innocuo per i muscolosi rigurgiti dei ragazzi di Verona“.