Quando si dice la verità, non bisogna dolersi di averla detta: la verità è sempre illuminante.
Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916 - Roma, 9 maggio 1978)
Quando si dice la verità, non bisogna dolersi di averla detta: la verità è sempre illuminante.
Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916 - Roma, 9 maggio 1978)
Hanno giurato ed hanno già partecipato alla prima riunione del nuovo Governo: sono i Ministri del Berlusconi IV.

Affari Esteri: Franco Frattini (Roma, 1957)
Ambiente: Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 1966)
Beni e attività culturali: Sandro Bondi (Fivizzano, 1959)
Difesa: Ignazio La Russa (Paternò, 1947)
Economia: Giulio Tremonti (Sondrio, 1947)
Giustizia: Angelino Alfano (Agrigento, 1970)
Infrastrutture: Altero Matteoli (Cecina, 1940)
Istruzione: Mariastella Gelmini (Leno, 1973)
Interni: Roberto Maroni (Varese, 1955)
Lavoro e salute: Maurizio Sacconi (Conegliano, 1950)
Politiche agricole e forestali: Luca Zaia (Conegliano, 1968)
Sviluppo economico: Claudio Scajola (Imperia, 1948)
Affari regionali (senza portafoglio): Raffaele Fitto (Maglie, 1969)
Attuazione del programma (senza portafoglio): Gianfranco Rotondi (Avellino, 1960)
Pari opportunità (senza portafoglio): Mara Carfagna (Salerno, 1975)
Politiche comunitarie (senza portafoglio): Andrea Ronchi (Perugia, 1955)
Politiche giovanili (senza portafoglio): Giorgia Meloni (Roma, 1977)
Pubblica amministrazione e innovazione (senza portafoglio): Renato Brunetta (Venezia, 1950)
Rapporti con il Parlamento (senza portafoglio): Elio Vito (Napoli, 1960)
Riforme (senza portafoglio): Umberto Bossi (Cassano Magnago, 1941)
Semplificazione normativa (senza portafoglio): Roberto Calderoli (Bergamo, 1956).
Non ho certo le competenze per commentare le scelte di Berlusconi. Mi limito ad alcune personali e modeste considerazioni.
La prima: della Carfagna Ministro potevamo fare senza dubbio a meno. Lei è quella che ha parlato di “gay costituzionalmente sterili” e si occuperà delle “Pari opportunità”. Qualche boccone amaro deve pur essere ingoiato.
Particolarmente lieto, invece, sono per la nomina di Brunetta all’Innovazione. Ha sicuramente le carte in regola per lavorare bene e mi sta anche simpatico.
Calderoli, invece, mi sta un po’ meno simpatico ma gli è stato affidato un dicastero, quello della Semplificazione (novità di questo Governo) al quale credo sia giusto, doveroso, improcrastinabile mettere mano con decisione. Un lavoraccio, di cui il Paese ha un bisogno terribile.
Da ultimo: ho sempre odiato il “Ministero per l’attuazione del programma“, che trovo assolutamente pleonastico. Coerente, però, l’affidamento dell’incarico a Rotondi, che ha rotto tanto le scatole per un posto da Ministro ed ha avuto quello più inutile e insignificante.
N.B.: L’elaborazione grafica riportata in questo post è tratta dal blog di Daw.
Trovo strepitoso il testo di questa canzone e pregevole la sua interpretazione in questo video. Si tratta di I am what I am. La donna che canta è Shirley Bassey.
Torno, brevemente, sulla vicenda della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi 2005 da parte dell’Agenzia delle entrate. Per due motivi.
Il primo è che, ieri, sull’episodio si è espresso il Garante per la privacy, la cui decisione non lascia spazio ad ambiguità:
1) a conferma della sospensione della pubblicazione degli elenchi nominativi per l’anno 2005 dei contribuenti che hanno presentato dichiarazioni ai fini dell’imposta sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto [...] inibisce all’Agenzia di: a) diffondere ulteriormente in Internet detti elenchi con le modalità che il presente provvedimento ha stabilito essere in contrasto con la disciplina di settore attualmente vigente; b) diffonderli in modo analogo per i periodi di imposta successivi al 2005, in carenza di idonea base normativa e della preventiva consultazione del Garante;
2) manda all’ufficio di contestare all’Agenzia, con contestuale provvedimento, la violazione amministrativa per l’assenza di un’idonea e preventiva informativa ai contribuenti interessati;
3) dispone che l’ufficio curi la più ampia pubblicità del presente provvedimento [...] al fine di rendere edotti coloro che hanno ottenuto i dati dei contribuenti provenienti, anche indirettamente, dal sito internet dell’Agenzia, della circostanza che essi non possono continuare a metterli in circolazione stante la suesposta violazione di legge e che tale ulteriore messa in circolazione configura un fatto illecito che, ricorrendo determinate circostanze, può avere anche natura di reato.
Insomma: l’iniziativa delle Entrate (e dunque di Visco) è stata bocciata senza possibilità d’appello. E nel frattempo, le Procure di Roma e di Catania hanno aperto un’inchiesta. Secondo voi cadrà qualche testa? Io ritengo proprio di no, se ho imparato a conoscere il mio Paese.
Il secondo è che mi sono informato sul regime di pubblicità di tali informazioni all’estero, visto che a riguardo si sono sentite le tesi più diverse. Questo è il quadro della situazione, per quanto ne so.
In Belgio non è consentita la pubblicazione: l’amministrazione fiscale invia i dati della liquidazione ai singoli contribuenti per lettera (ed il contenuto è, dunque, tutelato dalla segretezza della corrispondenza). Esiste una procedura standard che prevede un accesso individuale a queste informazioni. Le decisioni/sentenze in materia tributaria sono pubblicate, generalmente, senza indicare i nominativi degli interessati.
In Finlandia la pubblicazione su Internet è consentita ma l’accesso ai dati avviene a seguito di registrazione.
In Germania e in Ungheria la pubblicazione di dati tributari su Internet è vietata.
In Irlanda la pubblicazione di dati tributari su Internet è vietata, a meno che non si rilevino casi di evasione, per i quali è ammessa la pubblicazione del nominativo dell’evasore, anche in Rete.
In Norvegia la pubblicazione dei consuntivi fiscali su Internet è ammessa dalla legge, pur con numerose restrizioni (quali, ad esempio, il limite temporale di accesso). Non mancano, tra l’opinione pubblica, voci di dissenso sull’attuale normativa a riguardo.
In Portogallo, come in Irlanda, la pubblicazione dei dati tributari in Rete è vietata, con l’eccezione degli evasori, in relazioni ai quali sono pubblicate generalità e fascia di reddito presunta.
Nel Regno Unito la pubblicazione non è ammessa. In base alla normativa sulla trasparenza, i dati possono essere ottenuti a seguito di una richiesta individuale.
In Slovenia la pubblicazione non è ammessa in nessun caso, trattandosi di informazioni coperte dal segreto fiscale.
In Spagna la pubblicazione dei dati tributari non è ammessa. Il singolo contribuente può controllare in Rete le proprie informazioni. Gli evasori possono essere indicati nominalmente, ma solo se non è stato possibile notificare loro il provvedimento dell’agenzia fiscale.
Negli Stati Uniti non è ammessa la pubblicazione. L’accesso ai dati è consentito solo ad alcune società (banche ed assicurazioni, per lo più). Per la generalità dei contribuenti è ammesso l’accesso limitato ai soli crediti di imposta per le agevolazioni.
In Svezia non è consentita la pubblicazione. Disponibile, a pagamento, l’annuario dei contribuenti, con i rispettivi redditi.
Scambio alcune e-mail con un paio di colleghi sui disservizi della nostra Pubblica amministrazione. Uno di loro mi scrive questo commento, che credo meriti di essere incorniciato:
Ormai in Italia esiste una nuova emergenza sicurezza al pari dei campi rom e dei marocchini stupratori: Nessuno è più libero di aggirarsi per le città, i paesi e gli uffici senza temere - avendone quasi la certezza - che non vi sia una torma di burocrati che lo assale con norme, procedure, codicilli, regolamenti, visti, timbri, bolli e richieste di pizzo legale quali i mille balzelli ed il tempo perso che bisogna pagare per adempiere. Almeno i mafiosi nel chiedere il pizzo rischiano del loro; questi nuovi barbari della burocrazia, invece, li paghiamo pure per farci torturare.

Mercoledì l’Agenzia delle entrate ha pubblicato, sul proprio sito, gli elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni dei redditi e dell’IVA relative all’anno 2005.
Inutile dire che tale iniziativa ha suscitato non poche polemiche. Ma non è di questo che voglio parlare.
Vorrei spendere due parole sulla reazione che tale pubblicazione ha scatenato in Beppe Grillo. Sì, il paladino della Glasnost’, quello che distingue tra “Paesi normali” e l’Italia, quello che considera la democrazia italiana a rischio, quello che si lamenta per gli stipendi esagerati degli amministratori pubblici, …
Ebbene, nel suo frequentatissimo blog Grillo si è scagliato contro la mossa dell’Agenzia, utilizzando toni assai duri: “L’agenzia delle entrate ha messo on line tutti i rediti dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. Chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato. Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita” perché ora “i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato”. Ma anche la microcriminalità potrà trarre vantaggio dagli elenchi, secondo il Nostro: “Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia”. E anche “gli odi familiari troveranno libere manifestazioni”.
Insomma: secondo Grillo è giusto richiama la “colonna infame” di manzoniana memoria ed è corretto qualificare l’iniziativa dell’Agenzia come “Follia, questa è follia”.
Ora: o perché il j’accuse di Grillo è parso poco coerente con la sua “missione” o perché quei 4.272.591 euro dichiarati dal genovese nel 2005 hanno fatto storcere il naso a molti, fatto sta che il post di Grillo è stato sommerso da commenti negativi. Ne cito solo alcuni
bah… 4 sacchi e rotti… a questo punto, vista la reazione scomposta, sono felice di non avervi mai contribuito, in nessun modo
sei ridicolo beppe. parli tanto di trasparenza, che l’italia nn è come gli altri paesi avanzati, poi quando fanno qualcosa come gli altri paesi tu lo contesti??? Sei come Berlusconi che critichi tanto sei un falso
Se Beppe Grillo pensa che Mafia ‘Ndrangheta e Camorra abbiano bisogno degli elenchi di Visco per sapere il reddito di ognuno di noi… beh! allora beppe Grillo è DEFICENTE.
L’unica cosa che trovo infame è questo scandalizzarsi per la pubblicazione dei dati fiscali.
E’ comunque interessante sapere che Beppe Grillo guadagna in un anno quanto un deputato in venti. Giusto per capire da che pulpito vengono le prediche.
Caro Beppe, che delusione! Amato ed ossanato come un nuovo messia e poi appena toccano l’interesse personale ti sentiamo fare certe dichiarazioni?
Lei che tanto ciancia sulla trasparenza dei bilanci aziendali, dovrebbe essere il primo a plaudire sulla possibilità di rendere pubblici i conti dei loro dirigenti e mi meraviglia molto che, invece porti avanti tesi qualunquiste ed assurde come quelle della possibilità che la mafia si appropri dei dati per rapimenti e rapine…
grillo!! vaffa…a te: uno, dieci, cento vaffa…a te! ti sei costruito un affare milionario, facendo il moralizzatore e ora è finalmente chiaro a tutti! chiedi scusa
Per quanti fossero curiosi, riporto alcuni dei redditi diffusi due giorni fa:
Oggi, 1° maggio, è la Festa dei lavoratori.
Da una parte, ci sono quelli che festeggiano. Sono i dipendenti degli Uffizi di Firenze, una delle nostre capitali del turismo, che oggi non lavorano, forse ritenendo di gestire un’attività autoreferenziale e non un servizio (pubblico, peraltro).
Dall’altra, ci sono quelli che lavorano. Sono i dipendenti delle Coop del Piemonte, che oggi lavorano perché lavorano i concorrenti, forse dimenticando che le cooperative sono nate 150 anni fa proprio in contrapposizione all’impresa commerciale capitalistica.
Solo io vedo qualcosa di strano?
“Abbia pazienza prima d’incassarlo: sto aspettando un pagamento”.
Alzi la mano chi non si è mai sentito dire questa frase, ricevendo un assegno post-datato. Ma da questa mattina questi assegni avranno vita sempre più difficile: sono entrate in vigore nuove regole imposte dalla normativa antiriclaggio che, tra le altre cose, metteranno sempre più all’angolo gli assegni con data successiva all’emissione, quegli assegni che “funzionavano” come delle cambiali e che, per lungo tempo, hanno reso più agevole l’andamento dell’economia, alle prese con problemi piccoli o grandi di liquidità.
Intendiamoci: i post-datati sono sempre stati vietati. Niente di nuovo, dunque. Ma da oggi gli assegni saranno rilasciati dalle banche e da Poste Italiane solo con la clausola “non trasferibile” (a meno che non si voglia pagare il bollo da 1,50 euro per assegno) e la girata sarà ammessa solo per importi sotto i 5.000 euro, specificando il codice fiscale di chi gira. E così anche il post-datato sarà ostacolato nelle sue peregrinazioni da portafoglio a portafoglio. Per non parlare di quanti, oggi, si ritrovano “per sbaglio” in qualche cassetto (o in qualche cassaforte) assegni post-datati, privi della clausola di non trasferibilità, di importi superiore a 5.000 euro e con più girate sul retro. E non saranno pochi…
Norme antiriclaggio, si diceva, e di derivazione europea. Che si trasformano, almeno per noi, anche in ostacoli per atteggiamenti “disinvolti” sotto il profilo fiscale.
Una buona notizie, dunque, per tutti gli onesti d’Italia? Probabilmente sì, a condizione che non si diffonda l’idea che l’assegno è un mezzo di pagamento fuorilegge…
Pochi giorni fa avevo parlato del “caso” di Stefano Mentana. Ipotizzavo che Stefano avesse svolto funzioni di Scrutatore di Ufficio elettorale di Sezione pur essendo candidato in due Municipi di Roma.
Torno brevemente sul “caso”, solo per segnalare due cose.
Anzitutto, nel suo blog Stefano ha chiarito di essere candidato ai Municipi IX e XVII di Roma e di essere stato intervistato all’interno di un seggio che insiste sul territorio del I Municipio.
Inoltre - e questa è la cosa più importante - Stefano ha rilevato che non ha svolto funzioni di Scrutatore ma di Rappresentante di lista. Anche se forse Stefano non lo sa (scrive “Io ero candidato nei Municipi IX e XVII [... ] ma ho fatto il rappresentante di lista in un seggio del I Municipio, quindi i miei ruoli di candidato e rappresentante di lista non erano incompatibili tra di loro”) - in nessun caso - vi è incompatibilità tra candidato e designazione a Rappresentante di lista. L’”allarme”, quindi, può considerarsi rientrato!