Travaglio attacca Schifani: la cosa non mi stupisce…

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Si è parlato molto, tra ieri ed oggi, delle dichiarazioni di Travaglio rilasciate ieri a Che tempo che fa. Nell’intervista con Fabio Fazio, Travaglio ha rammentato le “amicizie” di Renato Schifani, recentemente eletto Presidente del Senato, con un mafioso. Ritengo che Travaglio si riferisse a Nino Mandalà. V’è da dire, a riguardo, che Schifani era socio di Mandalà nella Siculabrokers e che Mandalà è stato condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni a distanza di quasi vent’anni dalla costituzione di Siculabrokers. Ma, chiaramente, non è di questo che intendo parlare (anche perché Travaglio ha tra i suoi meriti quello di essere particolarmente documentato e sa sicuramente mille cose più di me sulla storia di Schifani, di Mandalà, della Siculabrokers e di ogni accidente di questo Paese).

In realtà, non sopporto Travaglio (e dunque ammetto di essere prevenuto ogni volta che lo ascolto o lo leggo) perché trovo difficilmente sopportabile la sua spocchia, la sua aria da primodellaclasse. E a queste caratteristiche - che certo non trovo commendevoli - ieri sera ha aggiunto anche la villania e la maleducazione. Mi riferisco a questo passaggio della sua intervista:

E’ molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello Stato perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana. E uno si rende conto [...] che una volta avevamo De Gasperi, Einaudi, De Nicola, ehm… Merzagora, Parri, Pertini, Nenni… che ne so? Possiamo fare una lunga lista. Fanfani… Cioè, uno vede tutta la trafila e poi arriva e vede Schifani. C’è un elemento di originalità. La seconda carica dello Stato: Schifani. [...] No, mi domando chi sarà quello dopo, in questa parabola a precipizio. Cioè, dopo c’è solo la muffa probabilmente, il lombrico, come forma di vita residua. [...] Dalla muffa si ricava la penicillina quindi era un esempio sbagliato.

Credo che, almeno questa volta, Travaglio abbia fatto pipì fuori dal vaso. Schifani potrà non essere simpatico ma non possiamo dimenticarci - ed il Nostro ce l’ha vividamente ricordato - che stiamo parlando della seconda carica dello Stato, alla quale ritengo debba comunque portarsi rispetto. Poi se qualcuno ha notizie di collusioni di Schifani con la Mafia le rappresenti alla Magistratura, che indagherà e se del caso condannerà. Di processi mediatici, in cui peraltro l’imputato è involontariamente contumace, non abbiamo proprio bisogno.

Ieri sera Travaglio mi ha fatto un regalo: mi ha dato un altro motivo per non nutrire alcuna simpatia nei suoi confronti.

Sulla vicenda:

  • Claudio Cappon (DG Rai): è un episodio “deprecabile” e il suo comportamento è “inescusabile
  • Fabio Fazio: “Non posso che scusarmi”
  • Renato Schifani: “Si tratta di fatti inconsistenti e manipolati, che non hanno dignità di generare sospetti. La verità è che qualcuno vuole minare il dialogo e il confronto costruttivo che ha caratterizzato l’inizio di questa legislatura”
  • Maurizio Gasparri: “Le offese al presidente del Senato Schifani troveranno la giusta risposta nelle sedi giudiziarie. Ma il problema investe i vertici della Rai e in particolare il direttore generale il cui mandato per fortuna cessa tra venti giorni per la scadenza di legge. La vergognosa utilizzazione diffamatoria della Rai non può proseguire”
  • Anna Finocchiaro: “Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del Presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che vi sia alcuna possibilità di contraddittorio”
  • Antonio Di Pietro: “Solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti”

Aggiornamento. Sull’argomento segnalo questo post dell’amico Domenico.

I redditi 2005 on-line? Grillo non ci sta

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Mercoledì l’Agenzia delle entrate ha pubblicato, sul proprio sito, gli elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni dei redditi e dell’IVA relative all’anno 2005.

Inutile dire che tale iniziativa ha suscitato non poche polemiche. Ma non è di questo che voglio parlare.

Vorrei spendere due parole sulla reazione che tale pubblicazione ha scatenato in Beppe Grillo. Sì, il paladino della Glasnost’, quello che distingue tra “Paesi normali” e l’Italia, quello che considera la democrazia italiana a rischio, quello che si lamenta per gli stipendi esagerati degli amministratori pubblici, …

Ebbene, nel suo frequentatissimo blog Grillo si è scagliato contro la mossa dell’Agenzia, utilizzando toni assai duri: “L’agenzia delle entrate ha messo on line tutti i rediti dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. Chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato. Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita” perché ora “i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato”. Ma anche la microcriminalità potrà trarre vantaggio dagli elenchi, secondo il Nostro: “Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia”. E anche “gli odi familiari troveranno libere manifestazioni”.

Insomma: secondo Grillo è giusto richiama la “colonna infame” di manzoniana memoria ed è corretto qualificare l’iniziativa dell’Agenzia come “Follia, questa è follia”.

Ora: o perché il j’accuse di Grillo è parso poco coerente con la sua “missione” o perché quei 4.272.591 euro dichiarati dal genovese nel 2005 hanno fatto storcere il naso a molti, fatto sta che il post di Grillo è stato sommerso da commenti negativi. Ne cito solo alcuni

bah… 4 sacchi e rotti… a questo punto, vista la reazione scomposta, sono felice di non avervi mai contribuito, in nessun modo

sei ridicolo beppe. parli tanto di trasparenza, che l’italia nn è come gli altri paesi avanzati, poi quando fanno qualcosa come gli altri paesi tu lo contesti??? Sei come Berlusconi che critichi tanto sei un falso

Se Beppe Grillo pensa che Mafia ‘Ndrangheta e Camorra abbiano bisogno degli elenchi di Visco per sapere il reddito di ognuno di noi… beh! allora beppe Grillo è DEFICENTE.

L’unica cosa che trovo infame è questo scandalizzarsi per la pubblicazione dei dati fiscali.

E’ comunque interessante sapere che Beppe Grillo guadagna in un anno quanto un deputato in venti. Giusto per capire da che pulpito vengono le prediche.

Caro Beppe, che delusione! Amato ed ossanato come un nuovo messia e poi appena toccano l’interesse personale ti sentiamo fare certe dichiarazioni?

Lei che tanto ciancia sulla trasparenza dei bilanci aziendali, dovrebbe essere il primo a plaudire sulla possibilità di rendere pubblici i conti dei loro dirigenti e mi meraviglia molto che, invece porti avanti tesi qualunquiste ed assurde come quelle della possibilità che la mafia si appropri dei dati per rapimenti e rapine…

grillo!! vaffa…a te: uno, dieci, cento vaffa…a te! ti sei costruito un affare milionario, facendo il moralizzatore e ora è finalmente chiaro a tutti! chiedi scusa

Per quanti fossero curiosi, riporto alcuni dei redditi diffusi due giorni fa:

  • Beppe Grillo: 4.272.591 euro
  • Costantino Vitagliano: 463.785 euro
  • Eugenio Scalfari: 418.585 euro
  • Marco Travaglio: 282.280 euro
  • Emma Marcegaglia: 238.198 euro
  • Gabriele Muccino: 28.389 euro