Gli assegni post-datati all’angolo

Inserito in: Annotazioni, Economia

“Abbia pazienza prima d’incassarlo: sto aspettando un pagamento”.

Alzi la mano chi non si è mai sentito dire questa frase, ricevendo un assegno post-datato. Ma da questa mattina questi assegni avranno vita sempre più difficile: sono entrate in vigore nuove regole imposte dalla normativa antiriclaggio che, tra le altre cose, metteranno sempre più all’angolo gli assegni con data successiva all’emissione, quegli assegni che “funzionavano” come delle cambiali e che, per lungo tempo, hanno reso più agevole l’andamento dell’economia, alle prese con problemi piccoli o grandi di liquidità.

Intendiamoci: i post-datati sono sempre stati vietati. Niente di nuovo, dunque. Ma da oggi gli assegni saranno rilasciati dalle banche e da Poste Italiane solo con la clausola “non trasferibile” (a meno che non si voglia pagare il bollo da 1,50 euro per assegno) e la girata sarà ammessa solo per importi sotto i 5.000 euro, specificando il codice fiscale di chi gira. E così anche il post-datato sarà ostacolato nelle sue peregrinazioni da portafoglio a portafoglio. Per non parlare di quanti, oggi, si ritrovano “per sbaglio” in qualche cassetto (o in qualche cassaforte) assegni post-datati, privi della clausola di non trasferibilità, di importi superiore a 5.000 euro e con più girate sul retro. E non saranno pochi…

Norme antiriclaggio, si diceva, e di derivazione europea. Che si trasformano, almeno per noi, anche in ostacoli per atteggiamenti “disinvolti” sotto il profilo fiscale.

Una buona notizie, dunque, per tutti gli onesti d’Italia? Probabilmente sì, a condizione che non si diffonda l’idea che l’assegno è un mezzo di pagamento fuorilegge…