I redditi in Rete? Il Garante dice no. E nel mondo…

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Torno, brevemente, sulla vicenda della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi 2005 da parte dell’Agenzia delle entrate. Per due motivi.

Il primo è che, ieri, sull’episodio si è espresso il Garante per la privacy, la cui decisione non lascia spazio ad ambiguità:

1) a conferma della sospensione della pubblicazione degli elenchi nominativi per l’anno 2005 dei contribuenti che hanno presentato dichiarazioni ai fini dell’imposta sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto [...] inibisce all’Agenzia di: a) diffondere ulteriormente in Internet detti elenchi con le modalità che il presente provvedimento ha stabilito essere in contrasto con la disciplina di settore attualmente vigente; b) diffonderli in modo analogo per i periodi di imposta successivi al 2005, in carenza di idonea base normativa e della preventiva consultazione del Garante;

2) manda all’ufficio di contestare all’Agenzia, con contestuale provvedimento, la violazione amministrativa per l’assenza di un’idonea e preventiva informativa ai contribuenti interessati;

3) dispone che l’ufficio curi la più ampia pubblicità del presente provvedimento [...] al fine di rendere edotti coloro che hanno ottenuto i dati dei contribuenti provenienti, anche indirettamente, dal sito internet dell’Agenzia, della circostanza che essi non possono continuare a metterli in circolazione stante la suesposta violazione di legge e che tale ulteriore messa in circolazione configura un fatto illecito che, ricorrendo determinate circostanze, può avere anche natura di reato.

Insomma: l’iniziativa delle Entrate (e dunque di Visco) è stata bocciata senza possibilità d’appello. E nel frattempo, le Procure di Roma e di Catania hanno aperto un’inchiesta. Secondo voi cadrà qualche testa? Io ritengo proprio di no, se ho imparato a conoscere il mio Paese.

Il secondo è che mi sono informato sul regime di pubblicità di tali informazioni all’estero, visto che a riguardo si sono sentite le tesi più diverse. Questo è il quadro della situazione, per quanto ne so.

In Belgio non è consentita la pubblicazione: l’amministrazione fiscale invia i dati della liquidazione ai singoli contribuenti per lettera (ed il contenuto è, dunque, tutelato dalla segretezza della corrispondenza). Esiste una procedura standard che prevede un accesso individuale a queste informazioni. Le decisioni/sentenze in materia tributaria sono pubblicate, generalmente, senza indicare i nominativi degli interessati.

In Finlandia la pubblicazione su Internet è consentita ma l’accesso ai dati avviene a seguito di registrazione.

In Germania e in Ungheria la pubblicazione di dati tributari su Internet è vietata.

In Irlanda la pubblicazione di dati tributari su Internet è vietata, a meno che non si rilevino casi di evasione, per i quali è ammessa la pubblicazione del nominativo dell’evasore, anche in Rete.

In Norvegia la pubblicazione dei consuntivi fiscali su Internet è ammessa dalla legge, pur con numerose restrizioni (quali, ad esempio, il limite temporale di accesso). Non mancano, tra l’opinione pubblica, voci di dissenso sull’attuale normativa a riguardo.

In Portogallo, come in Irlanda, la pubblicazione dei dati tributari in Rete è vietata, con l’eccezione degli evasori, in relazioni ai quali sono pubblicate generalità e fascia di reddito presunta.

Nel Regno Unito la pubblicazione non è ammessa. In base alla normativa sulla trasparenza, i dati possono essere ottenuti a seguito di una richiesta individuale.

In Slovenia la pubblicazione non è ammessa in nessun caso, trattandosi di informazioni coperte dal segreto fiscale.

In Spagna la pubblicazione dei dati tributari non è ammessa. Il singolo contribuente può controllare in Rete le proprie informazioni. Gli evasori possono essere indicati nominalmente, ma solo se non è stato possibile notificare loro il provvedimento dell’agenzia fiscale.

Negli Stati Uniti non è ammessa la pubblicazione. L’accesso ai dati è consentito solo ad alcune società (banche ed assicurazioni, per lo più). Per la generalità dei contribuenti è ammesso l’accesso limitato ai soli crediti di imposta per le agevolazioni.

In Svezia non è consentita la pubblicazione. Disponibile, a pagamento, l’annuario dei contribuenti, con i rispettivi redditi.

I redditi 2005 on-line? Grillo non ci sta

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Mercoledì l’Agenzia delle entrate ha pubblicato, sul proprio sito, gli elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni dei redditi e dell’IVA relative all’anno 2005.

Inutile dire che tale iniziativa ha suscitato non poche polemiche. Ma non è di questo che voglio parlare.

Vorrei spendere due parole sulla reazione che tale pubblicazione ha scatenato in Beppe Grillo. Sì, il paladino della Glasnost’, quello che distingue tra “Paesi normali” e l’Italia, quello che considera la democrazia italiana a rischio, quello che si lamenta per gli stipendi esagerati degli amministratori pubblici, …

Ebbene, nel suo frequentatissimo blog Grillo si è scagliato contro la mossa dell’Agenzia, utilizzando toni assai duri: “L’agenzia delle entrate ha messo on line tutti i rediti dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. Chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato. Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita” perché ora “i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato”. Ma anche la microcriminalità potrà trarre vantaggio dagli elenchi, secondo il Nostro: “Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia”. E anche “gli odi familiari troveranno libere manifestazioni”.

Insomma: secondo Grillo è giusto richiama la “colonna infame” di manzoniana memoria ed è corretto qualificare l’iniziativa dell’Agenzia come “Follia, questa è follia”.

Ora: o perché il j’accuse di Grillo è parso poco coerente con la sua “missione” o perché quei 4.272.591 euro dichiarati dal genovese nel 2005 hanno fatto storcere il naso a molti, fatto sta che il post di Grillo è stato sommerso da commenti negativi. Ne cito solo alcuni

bah… 4 sacchi e rotti… a questo punto, vista la reazione scomposta, sono felice di non avervi mai contribuito, in nessun modo

sei ridicolo beppe. parli tanto di trasparenza, che l’italia nn è come gli altri paesi avanzati, poi quando fanno qualcosa come gli altri paesi tu lo contesti??? Sei come Berlusconi che critichi tanto sei un falso

Se Beppe Grillo pensa che Mafia ‘Ndrangheta e Camorra abbiano bisogno degli elenchi di Visco per sapere il reddito di ognuno di noi… beh! allora beppe Grillo è DEFICENTE.

L’unica cosa che trovo infame è questo scandalizzarsi per la pubblicazione dei dati fiscali.

E’ comunque interessante sapere che Beppe Grillo guadagna in un anno quanto un deputato in venti. Giusto per capire da che pulpito vengono le prediche.

Caro Beppe, che delusione! Amato ed ossanato come un nuovo messia e poi appena toccano l’interesse personale ti sentiamo fare certe dichiarazioni?

Lei che tanto ciancia sulla trasparenza dei bilanci aziendali, dovrebbe essere il primo a plaudire sulla possibilità di rendere pubblici i conti dei loro dirigenti e mi meraviglia molto che, invece porti avanti tesi qualunquiste ed assurde come quelle della possibilità che la mafia si appropri dei dati per rapimenti e rapine…

grillo!! vaffa…a te: uno, dieci, cento vaffa…a te! ti sei costruito un affare milionario, facendo il moralizzatore e ora è finalmente chiaro a tutti! chiedi scusa

Per quanti fossero curiosi, riporto alcuni dei redditi diffusi due giorni fa:

  • Beppe Grillo: 4.272.591 euro
  • Costantino Vitagliano: 463.785 euro
  • Eugenio Scalfari: 418.585 euro
  • Marco Travaglio: 282.280 euro
  • Emma Marcegaglia: 238.198 euro
  • Gabriele Muccino: 28.389 euro